Storie Web mercoledì, Aprile 1

Nonostante le difficoltà sui mercati esteri e i consumi in calo resta elevato l’appeal del vino di qualità. E non solo tra i wine lovers ma anche tra gli investitori soprattutto se nel mirino finiscono aziende con un marchio riconoscibile sui mercati. Angelini Wine & Estates, braccio vinicolo del gruppo farmaceutico Angelini è in dirittura d’arrivo per il controllo della cantina umbra Arnaldo Caprai (si parla di una cifra compresa tra i 10 e i 15 milioni), etichetta leader del Sagrantino di Montefalco, vitigno autoctono dimenticato e rilanciato su intuizione Arnaldo Caprai ma poi portato alla notorietà internazionale dal lavoro del figlio Marco.

La vera ripartenza per Angelini?

La notizia è importante perché segna la vera e propria ripartenza di Angelini Wine & Estates, un player che ha tutte le carte in regola per recitare un ruolo di primo piano nel mondo del vino made in Italy.
Angelini detiene, infatti, un vero e proprio “collier” di cantine di grande pregio: da Bertani (Valpolicella) a Val di Suga (Montalcino), da San Leonino (Chianti) a Puiatti (Friuli) fino a Fazi Battaglia. Aziende acquisite nel tempo e che furono in un primo momento riorganizzate e messe in rete da un manager vinicolo di lungo corso quale Emilio Pedron.

Successivamente il gruppo fu poi affidato ad un altro king maker del settore del vino: Ettore Nicoletto. Tutto lasciava presagire quindi un consistente impegno nel settore ma contrariamente agli auspici e, complice il Covid, tutto invece si è arenato ed è rimasto per qualche anno in stand by.

A partire dal maggio del 2024, poi, con l’avvento come amministratore delegato di Angelini Wine & Estates di Alberto Lusini, altro manager con esperienze di rilievo nel settore vino (ex Ferrari spumanti), è stato avviato un nuovo corso. Lusini ha subito messo in campo un’operazione di ristrutturazione dell’azienda ponendo così le basi per far ripartire lo shopping.

L’operazione al traguardo

Angelini Wine & Estates ha rilevato la quota del 49% del capitale della Arnaldo Caprai dal gruppo della logistica che fa capo a Gabriele Volpi che, mediante il proprio veicolo finanziario Romeo e Giulietta, l’aveva acquisita cinque anni fa. E ora sta per rilevare dai figli le quote di capitale necessarie al controllo. Marco Caprai figlio del founder Arnaldo (venuto a mancare a inizio gennaio) resterà socio con una quota del 25% e sarà ambassador del nuovo corso.

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