Il Modello Brianza nasce da una convinzione tanto semplice quanto impegnativa: a competere, oggi, non sono più le singole imprese, ma gli ecosistemi territoriali capaci di mettere in relazione manifattura, conoscenze, ricerca, università, alta formazione, istituzioni e comunità. Non un modello teorico, ma un modo concreto di fare sistema che la Brianza ha costruito nel tempo – non per condizioni eccezionali, ma per scelte ripetute e coerenti, portate avanti da imprenditori, istituzioni, mondo della formazione, università e terzo settore che hanno imparato, generazione dopo generazione, a sentirsi parte di un unico sistema. Questo metodo è stato messo per la prima volta nero su bianco in un libro, presentato a Carate Brianza.
«La Brianza è un sistema produttivo costruito nel tempo e dotato di una straordinaria capacità imprenditoriale – ha commentato Alvise Biffi, Presidente di Assolombarda -. Oggi, però, questa capacità deve diventare ancora più ambiziosa. La competizione non è più soltanto tra singole imprese, ma tra ecosistemi capaci di mettere in relazione manifattura, competenze, ricerca, innovazione, finanza e istituzioni. La Brianza ha tutte le caratteristiche per giocare questa partita, ma deve continuare ad aprirsi, rafforzando le connessioni con Milano e con l’intero ecosistema metropolitano e guardando con sempre maggiore attenzione ai mercati internazionali. Internazionalizzare oggi non significa semplicemente esportare di più: significa diversificare i mercati, costruire nuove partnership industriali, andare a cercare tecnologia, competenze, capitali e materie prime e inserirsi nelle nuove catene globali del valore. La recente missione di Assolombarda nel Mercosur va proprio in questa direzione: per la nostra industria quell’area rappresenta una vera frontiera di crescita e un’opportunità per costruire nuove relazioni industriali. Per cogliere queste opportunità dobbiamo riuscire a presentarci con un’offerta integrata, che affianchi alla qualità della nostra tecnologia un solido supporto finanziario. In questo percorso sarà fondamentale il ruolo del sistema bancario e degli strumenti messi a disposizione da SACE e SIMEST, per facilitare l’accesso alla finanza e sostenere le imprese e i partner locali. È in questa prospettiva che deve evolvere il Modello Brianza: partire dalla solidità di un sistema produttivo profondamente radicato nel territorio per costruire nuove connessioni, dentro e oltre i suoi confini, e rafforzarne la capacità di competere sui mercati internazionali».
«La Brianza concentra in poco più di 400 chilometri quadrati 81mila unità produttive e 297mila addetti, per un territorio che esprime circa 36 miliardi di euro di PIL e 15 miliardi di export. Il Modello Brianza è il modo in cui la Brianza ha sempre scelto di crescere: non da sola, ma facendo sistema tra imprese, istituzioni, scuola, terzo settore e comunità- ha dichiarato Matteo Parravicini, Presidente della sede di Monza e Brianza di Assolombarda-. È nelle connessioni tra conoscenza e manifattura, tra scuola e impresa, tra ricerca e produzione che si costruisce la competitività dei territori ed è per questo che la nostra Sede si candida a promuovere un tavolo permanente interistituzionale, che metta a sistema le priorità del territorio senza sostituirsi ai soggetti che già lo animano. Non un centro di comando, ma un tavolo interistituzionale e interassociativo che anticipi i bisogni e ne programmi le priorità. Un’infrastruttura di coordinamento, capace di portare all’attenzione delle istituzioni le priorità condivise e di rafforzare quelle condizioni di sistema, dalle reti alla formazione fino all’apertura internazionale che si sono dimostrate più efficaci per la crescita delle nostre imprese».
Le progettualità per il territorio
Le priorità del territorio trovano una traduzione operativa anche nelle venti Linee di Azione della Sede di Monza e Brianza di Assolombarda, allineate al Piano Strategico della Presidenza di Assolombarda e organizzate lungo tre dorsali – Investimenti, Talenti e Competenze, Crescita e Produttività – con obiettivi e scadenze fino al 2029.
