Storie Web mercoledì, Febbraio 4
Vannacci spezza la Lega, Salvini: “Sleale”

L’addio via social, non un fulmine al ciel sereno per Salvini dopo mesi di tensioni e malumori con l’ex generale, incontrato a ridosso dalle europee del 24 e presto candidato. 

Una campagna elettorale spesso in tandem, da Milano a Roma alle città del Sud dove l’ex generale è capolista. Folgorato, Salvini, dal rapido successo di copie de “Il mondo al contrario”, il libro con cui Vannacci sosteneva, tra l’altro, le ragioni della “remigrazione”. Oltre 500 mila preferenze portate alla Lega, la tessera di partito un anno dopo e la nomina a vice segretario. Mentre in parallelo montavano i sospetti e lo scontento per i gruppi di Vannacci attivi in parallelo, le uscite sulla X Mas, quelle dirette sul fronte degli aiuti all’Ucraina, terreno scivoloso per la Lega in maggioranza: i due parlamentari a lui vicini voteranno contro il decreto. 

Da sempre cauti e alla fine infastiditi molti esponenti di primo piano, dai capigruppo Molinari e Romeo all’ex governatore del Veneto Zaia che ora commenta: “Sempre stato un corpo estraneo” e Salvini che ammette la delusione e l’amarezza: “Essere in un partito non è solo ricevere ma anche costruzione, sacrificio, lealtà”.

“Salvini ti voglio bene”, così Vannacci, “ma proseguo solo e vado lontano, Futuro nazionale è realtà”. Vannacci lascia anche il gruppo dei Patrioti all’Eurocamera; una rottura che il Consiglio federale della Lega liquida in pochi minuti. Per Salvini è “un traditore come Fini” per cui non perdere tempo: “Ora chiudergli le porte della coalizione”. Questo è il primo effetto della crepa aperta da Vannacci nel centrodestra – non l’ultimo.
 

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