Storie Web mercoledì, Febbraio 4
Vannacci, ora Fdi teme una Lega svuotata e l’erosione di voti. Da rifare i calcoli sulla nuova legge elettorale

Dalle parti di Fratelli d’Italia, il partito della premier Giorgia Meloni, l’ira nei confronti di Matteo Salvini e della sottovalutazione del pericolo Vannacci è malcelata. «A noi la Lega serve non forte, ma non morta», mormorano fuori dai denti i colonnelli. Invece, con il 3% che i sondaggisti oggi attribuiscono al nuovo movimento del generale e con un Carroccio che naviga tra il 7 e l’8%, è considerato più che concreto il rischio di una Lega defunta, che non arrivi neppure alla soglia di sbarramento del 4% ipotizzata nelle ultime settimane per la nuova legge elettorale.

Il fianco scoperto a destra della destra

Che l’addio di Vannacci sia «potenzialmente deflagrante per la coalizione» di centrodestra, a microfoni spenti, non lo nega nessuno, né dentro Fdi né dentro Forza Italia. Perché “Futuro Nazionale”, puntando ai consensi facili a destra della destra, sulla carta potrebbe svuotare la Lega e poi passare all’attacco dei voti di Fratelli d’Italia, attraendo i più estremisti, magari delusi dal «pragmatismo» di Meloni, soprattutto in politica estera.

Sicurezza e Ucraina, i dossier più rischiosi

Il timore è legato anche al fatto che manca un anno alle elezioni politiche. Un tempo che può tornare molto utile al generale – fanno notare da Fdi – per reclutare parlamentari (è di oggi l’annuncio del passaggio in Futuro Nazionale di Emanuele Pozzolo, ex Fdi condannato per lo sparo di Capodanno e poi confluito nel Misto), organizzarsi sui territori e crescere ancora. Sono principalmente due i temi su cui potrebbe cavalcare il malcontento a destra, quelli che più preoccupano: la sicurezza – su cui infatti il Governo ha fretta di presentare il nuovo pacchetto di interventi (un decreto legge e anche un disegno di legge che farà il suo iter parlamentare e «che consente di tenere viva l’attenzione per mesi») – e, ancora di più, l’Ucraina. La ferma contrarietà di Vannacci ai nuovi aiuti, il suo filorussismo e la stanchezza dell’opinione pubblica italiana dopo quattro anni di guerra giocano a suo favore. «Potrebbe avere una prateria davanti a sé», è il timore diffuso.

Legge elettorale, tutto da rifare?

L’addio di Vannacci complica, dunque, l’intera strategia pre-elettorale e, soprattutto, manda all’aria i calcoli che fin qui hanno accompagnato le ipotesi di revisione del Rosatellum. Con una forza a destra fuori dalla coalizione – sono i primi ragionamenti in corso – il ritorno al proporzionale con la cancellazione dei collegi uninominali potrebbe rivelarsi un boomerang. Ma, al tempo stesso, la conferma dei collegi non risolverebbe il problema del potenziale vantaggio al Sud del campo largo unito. Un rompicapo di cui Meloni e Fdi avrebbero fatto volentieri a meno. Se solo Salvini fosse stato in grado di “governare” la sua creatura.

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