Il vicepresidente americano, JD Vance, sceglie la platea di un evento dell’organizzazione Turning Point Usa, in Georgia, per tornare sulle recenti, clamorose divergenze tra l’Amministrazione americana e la Santa Sede. A gettare benzina sul fuoco, come se la frattura non fosse già ampia, il vice del capo della Casa Bianca sostiene, infatti, che il Pontefice sbaglia quando dice che i discepoli di Cristo “non sono mai dalla parte di coloro che un tempo brandivano la spada e oggi sganciano bombe”.
Per spiegare il suo pensiero, Vance torna alla Seconda guerra mondiale e paragona le battaglie attuali in cui è impegnata l’America con quelle di 80 anni fa: “Dio non era dalla parte degli americani che liberarono la Francia dai nazisti? Dio non era dalla parte degli americani che liberarono i campi di concentramento e quelle persone innocenti, quelle persone che erano sopravvissute all’Olocausto? Credo proprio di sì” ha detto Vance dall’Università della Georgia.
“Ci sono cose che ha detto negli ultimi mesi con cui non sono d’accordo”
Stando a quanto riportato dall’emittente Nbc, Vance ha detto di apprezzare quando il Pontefice interviene su temi come l’aborto, l’immigrazione o “questioni di guerra e di pace”, ammettendo però di non essere sempre d’accordo con lui. “Ci sono certamente cose che il Papa ha detto negli ultimi mesi con cui non sono d’accordo”.
“Come il vicepresidente americano è cauto sulle questioni di politica, anche il Papa dovrebbe essere cauto quando parla di teologia” ha aggiunto Vance: a suo dire, infatti, “bisogna assicurarsi che sia ancorata alla verità, ed è una delle cose che cerco di fare, ed è certamente qualcosa che mi aspetto dal clero, sia cattolico che protestante”.
“Mi piace il Papa, lo ammiro, ci siamo conosciuti un po’”
“Ho molto rispetto per il Papa. Mi piace. Lo ammiro, ho avuto modo di conoscerlo un po’” ha poi argomentato il vicepresidente Usa. “Non mi disturba quando interviene sulle questioni di attualità, francamente neanche quando non sono d’accordo con lui nel modo in cui applica un determinato principio” ha spiegato ancora prima di essere interrotto da qualcuno del pubblico che ha gridato “Gesù non sostiene il genocidio” in un apparente riferimento alla guerra di Israele a Gaza. “Sono d’accordo, Gesù Cristo certamente non sostiene il genocidio” ha risposto Vance.
Ieri aveva detto che “il Vaticano dovrebbe attenersi alle questioni morali”
Da 48 ore l’attacco, inedito e durissimo, del presidente Usa Donald Trump contro Papa Leone XIV (“È un debole, non sono un suo fan, è lì grazie a me”) ha monopolizzato il dibattito pubblico internazionale. Ieri Vance, convertitosi al cattolicesimo nel 2019, ha detto che il Vaticano dovrebbe “attenersi alle questioni morali” (lasciando intendere che tutto ciò che riguarda la politica, le relazioni e il diritto internazionale non dovrebbero entrare nella sfera di competenza di un Pontefice). Eppure, lo stesso Prevost aveva chiarito di non essere un politico e di parlare solo a nome del Vangelo, che quello fosse il solo e unico messaggio della Chiesa.
Oggi, non contento, Vance è tornato sulla questione arrivando a dire che Leone XIV dovrebbe “fare attenzione” quando parla di teologia. “Da un lato, ancora una volta, mi piace che il Papa sia un sostenitore della pace. Penso che questo sia certamente uno dei suoi ruoli” ha premesso, aggiungendo: “Dall’altro, come si può dire che Dio non sia mai dalla parte di chi impugna la spada?”. Ieri, da Annaba, il Pontefice gli aveva in qualche modo fatto eco, a lui e a Trump, dicendo che il cuore di Dio “non è con i malvagi, con i prepotenti, con i superbi”. E soprattutto, “è straziato dalle guerre, dalle violenze, dalle ingiustizie e dalle menzogne”.
Ieri a Fox: “Col Vaticano ci sarà sempre qualche disaccordo su questioni di politica”
Col Vaticano “ci saranno disaccordi, è normale che ci siano disaccordi di tanto in tanto. Penso che sia una buona cosa che il Papa si impegni per le cose che gli stanno a cuore, ma ci sarà sempre qualche disaccordo su questioni di politica. Il Papa è stato critico sull’immigrazione, ma in definitiva la politica sull’immigrazione degli Stati Uniti la decide il presidente Trump” aveva detto ieri in un’intervista a Fox News. “Il Papa potrà avere disaccordi su altre cose – ha aggiunto -, possiamo rispettare il Papa, certamente abbiamo un buon rapporto con il Vaticano, ma potranno esserci disaccordi su alcune questioni di tanto in tanto. Penso che la cosa sia totalmente ragionevole e non sia una notizia” aveva concluso.











