
È ancora presto per parlare di un cambiamento del calendario scolastico. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara dopo che la ministra del Turismo Daniela Santanchè ha spiegato di essere al lavoro con lui sul tema. «Non c’è ancora nulla di concreto – ha detto a margine della visita all’istituto comprensivo Candia di Milano – Quando ci sarà qualcosa di concreto, ne parleremo». Cambiare le date delle vacanze scolastiche per destagionalizzare il turismo e far crescere il settore era uno dei punti delineati dalla ministra Daniela Santanchè qualche giorno fa, in pratica niente più tre mesi estivi e 20 giorni a Natale ma pause più spezzettate durante tutto l’anno scolastico. Una rivisitazione di cui, al momento, non si trova conferma al ministero dell’Istruzione.
Moige: adeguare a standard educativi europei
«Positiva e condivisibile la proposta del ministro Santanchè di riformare il calendario scolastico mediante la riduzione di dieci giorni dalla pausa estiva, da redistribuire nell’arco dell’anno. L’attuale interruzione estiva italiana, tra le più prolungate in Europa, genera criticità sia sul piano didattico che organizzativo. La discontinuità di quasi tre mesi compromette l’efficacia dell’apprendimento, causando dispersione di competenze e metodi di studio acquisiti. Sul versante familiare, tale estensione impone oneri economici significativi, obbligando le famiglie a ricorrere a soluzioni di assistenza estiva sempre più onerose». Così all’Adnkronos Antonio Affinita, direttore generale del Moige – Movimento italiano genitori in merito alla proposta di Daniela Santanchè. «L’allineamento ai modelli europei, attraverso una distribuzione più equilibrata delle pause nel corso dell’anno scolastico, garantirebbe continuità formativa e maggiore sostenibilità per le famiglie. Mantenendo invariati i 200 giorni di lezione previsti e conferendo autonomia regionale nella gestione del calendario, – continua Affinita – si realizzerebbe una riforma efficace e rispettosa delle specificità territoriali. Tale intervento risulta necessario per adeguare il sistema scolastico alle esigenze delle famiglie contemporanee e agli standard educativi europei».
Gilda: proposta avanzata da chi non conosce settore
«Ancora una volta parla di scuola, chi la scuola non la conosce. La ministra, mi chiedo, è mai entrata in una scuola? Forse no. Caloriferi spenti e scuole al freddo d’inverno, classi afose e prive di climatizzatori d’estate, solo per parlare di edilizia scolastica, ma non solo, la ministra con la sua proposta dimostra di non conoscere neanche gli aspetti organizzativi». È quanto ha affermato, con un video diffuso sui social, il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana, sulla proposta di revisione del calendario scolastico. «In Italia, caro ministro, vige l’autonomia scolastica, dunque neanche il ministero può imporre alle scuole un calendario scolastico la cui programmazione è affidata, indicativamente, alle Regioni ma nell’effettivo rimane una scelta di ogni scuola, che in autonomia, decide come comportarsi. Da anni ormai, infatti, alcuni istituti anticipano di una settimana l’inizio delle lezioni, per poi rimodulare quei giorni nell’arco dell’anno scolastico. Lasciamo che a parlare di scuola, sia chi la scuola la vive».











