Storie Web giovedì, Giugno 25

Invecchiamento della popolazione e poche nascite: il tema del cambiamento demografico è ormai da tempo nell’agenda politico economica e legato soprattutto ai nodi previdenza e sanità. Ma denatalità e aspettativa di vita in aumento incidono profondamente anche sul sistema produttivo nazionale per quel che riguarda il reperimento della forza lavoro e il cambiamento dei consumi.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Aspetti che riguardano molto da vicino l’industria alimentare, che vede diminuire i volumi di vendite interne (non è solo una questione di calo del poter d’acquisto, quindi) e trasformarsi sia la domanda sia l’identikit di chi spende di più nei supermercati.

Assemblea Unionfood e sfida demografica

Per questi motivi Unione Italiana Food – che rappresenta 530 aziende che hanno generato nel 2025 un fatturato di 62 miliardi di euro (pari al 30% dell’alimentare trasformato), in crescita del 6,9% rispetto al 2024, anche grazie al +9,2% di export – nell’Assemblea che si è svolta a Milano, ha deciso di concentrare l’attenzione su questi temi con l’incontro “Rinascere in Italia: soluzioni oggi per la società e i consumi del domani”. Secondo i dati illustrati dall’associazione, dal 2008 l’Italia ha perso il 35,8% delle nascite e con questo trend nel 2050 un italiano su tre sarà over 65, mentre il 40% delle famiglie saranno unipersonali. Per l’industria alimentare questi numeri rappresentano «uno scenario di consumo futuro e un’emergenza produttiva già attuali».

«Un patto per il nuovo welfare»

Dal punto di vista del lavoro, Unionfood sottolinea «la difficoltà di reperimento di operai specializzati» che «supera il 50% in diverse aree del Paese». Con la fuga di cervelli che «aggrava ulteriormente il quadro». Secondo un indagine condotta tra gli associati emerge come le imprese stiano mettendo in campo sforzi importanti per combattere questa tendenza con «congedi parentali rafforzati fino al 100% della retribuzione, programmi strutturati di rientro post-maternità, smart working e welfare aziendale». Ma rischiano di essere sforzi vani senza un disegno più ampio.

«L’industria alimentare ha sempre saputo leggere i cambiamenti della società e trasformarli in risposte concrete – afferma il presidente di Unionfood Paolo Barilla –. L’abbiamo fatto con l’evoluzione dei consumi, con la crescita dell’export, con l’innovazione di prodotto. Oggi siamo di fronte a una sfida diversa per scala e urgenza: la transizione demografica richiede un patto tra imprese e istituzioni, per costruire insieme un sistema stabile di incentivi perché la genitorialità diventi economicamente sostenibile per le famiglie e competitivamente neutrale per le imprese».

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