Storie Web martedì, Aprile 21

UniCredit si prepara a una nuova staffetta generazionale che contempla un’assunzione di un giovane per ogni uscita. La banca guidata da Andrea Orcel ha infatti raggiunto con i sindacati (Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin) un accordo che prevede che tutti i 1.130 lavoratori di UniCredit che matureranno i requisiti pensionistici entro il 1° maggio 2032 potranno accedere, su base volontaria e con incentivi, al pensionamento diretto o al Fondo esuberi. A mano a mano che avverranno le uscite verranno assunti 1.085 tra neodiplomati e neolaureati under 30 con contratti di apprendistato professionalizzante. I nuovi assunti rafforzeranno la rete commerciale per sostenere la crescita organica del gruppo, secondo quanto spiega una nota degli autonomi della Fabi.

L’accordo tiene conto del protocollo Abi sulla violenza di genere e prevede che ci siano ulteriori 45 assunzioni dedicate a donne vittime di violenza e/o ai loro figli.

Le assunzioni saranno così 1.130, con un tasso di sostituzione del 100%.

Nella discussione ha trovato spazio anche il tema del buono pasto dei parti time che è stato alzato a 7,5 euro dal 1° gennaio 2027.

Per Stefano Cefaloni coordinatore Fabi di UniCredit «l’accordo raggiunto rappresenta un risultato di grande rilievo: garantiamo un ricambio generazionale reale, con un rapporto uno a uno tra uscite e nuove assunzioni. Si tratta di un segnale concreto di attenzione verso i giovani e verso il futuro del gruppo, che conferma il valore della contrattazione e il ruolo centrale del sindacato nella tutela dell’occupazione e nello sviluppo di nuova occupazione di qualità». «Dopo una fase di stallo, dovuta a visioni diverse tra azienda e sindacati sul tasso di sostituzione tra uscite volontarie e assunzioni – aggiunge Rosario Mingoia della Uilca – si è conclusa una trattativa difficile sull’ennesimo piano esodi del gruppo UniCredit. Come Uilca non consentiremo sconti sul tasso di sostituzione. Da adesso lavoreremo per migliorare il sistema della crescita professionale e del welfare complessivo».

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