Storie Web mercoledì, Febbraio 18
Una squadra di sessanta meteorologi al servizio di organizzatori e atleti

Quando alle 19 di lunedì sera il trampolino del Big Air di Livigno era spazzato da vento e neve, tutti hanno guardato con ansia alla cabina di regia che fornisce ai team e agli organizzatori le informazioni sulle condizioni meteo dei campi di gara. Per fortuna è arrivata la notizia che di lì a poco il tempo sarebbe migliorato e così l’avvio della finale (in cui Flora Tabanelli avrebbe vinto il bronzo) è stato posticipato alle 21.

C’è una cabina di regia che fornisce ai team tutta una serie di informazioni chiave: quelle sulle condizioni meteo che gli atleti trovano sui campi di gara. Dati indispensabili per preparare atleti, attrezzature e assicurare lo svolgimento in sicurezza delle gare di queste Olimpiadi diffuse e le nuove stazioni meteo installate nelle venue rimarranno come legacy. «Le gare si svolgono in contesti montani complessi e sono richieste informazioni meteo accuratissime e affidabili per garantire che gli eventi si svolgano in condizioni sicure ed eque per tutti gli atleti» premette Filippo Bazzanella, Head of sport planning and services della Fondazione Milano Cortina 2026.

Il servizio Ws4wg

Il comitato organizzatore ha così istituito un team dedicato ai servizi meteorologici sportivi, il Weather services for winter games (Ws4wg). Il nodo centrale è presso lo Sport operations centre (Soc) nel quartiere generale di Fondazione Milano Cortina a cui fa riferimento la rete di meteorologi e osservatori sui campi di gara. «Sono circa 60 specialisti e collaborano con le quattro agenzie meteorologiche pubbliche locali coinvolte nella regione olimpica – continua il manager -. Realtà che nel corso degli anni hanno acquisito una profonda conoscenza delle dinamiche microclimatiche dei campi di gara. Queste agenzie sanno quali sono gli aspetti meteo chiave che richiedono maggiore attenzione e sanno come operare al meglio». Le agenzie coinvolte sono quelle regionali per la protezione ambientale (Arpa) di Lombardia e Veneto oltre agli uffici delle province di Trento e Bolzano. Le quattro agenzie raccolgono ed elaborano i dati dai principali provider europei e italiani tra cui Eumetsat, l’European centre for medium range weather forecast e il Consorzio Cosmo per la modellistica previsionale. «Alle informazioni fornite da questi centri si aggiungono quelle raccolte dalle agenzie sui territori da una rete di strumenti come radar meteorologici, stazioni meteo automatiche, i Lidar ovvero la tecnologia di telerilevamento attivo che utilizza impulsi laser per analizzare l’atmosfera, misurando umidità, temperatura, velocità del vento e la base delle nuvole per finire con i rilievi manuali – spiega Bazzanella -. Sono stati posizionati, per esempio, sensori al poligono di tiro di Anterselva e al trampolino di Predazzo dove il vento può seriamente influenzare la gara, lungo le piste di sci alpino a Bormio e Cortina. Queste stazioni installate per i Giochi poi resteranno come legacy sul territorio».

Le richieste del Cio

Un lavoro propedeutico per soddisfare uno dei requisiti del Cio: diffondere bollettini meteo con aggiornamenti anche ogni ora. Dipende da cosa forniscono i modelli previsionali e le integrazioni a breve termine raccolte in tempo reale dalle stazioni sul territorio. Un lavoro che aumenta l’accuratezza delle previsioni nelle ore più vicine alla gara. Accanto ai modelli matematici un contributo essenziale arriva dalle quattro agenzie che operano sui campi di gara. I loro esperti hanno una profonda conoscenza dei territori che spesso non seguono le dinamiche standard dei modelli a causa della complessa orografia. «Questo è l’ultimo step prima di arrivare al termine del processo – spiega Matteo Pasotti, Weather specialist -. Il margine di affidabilità in media è molto elevato pur dipendendo dal parametro considerato e dall’orizzonte previsionale considerato. Per la temperatura dell’aria l’errore medio è quasi nullo per le ore più vicine alla gara ed è contenuto entro i 2 gradi in più o meno per il giorno successivo». Gli elaborati sono poi validati dai meteorologi e messi a disposizione del circuito di distribuzione olimpico su un sito web.

Il lavoro di sport manager e skiman

Previsioni che finiscono nelle mani di sport manager e skiman, professionisti che lavorano nel backstage in simbiosi con gli atleti. I primi devono preparare il campo di gara. «Utilizziamo informazioni con le previsioni sulla temperatura dell’aria, la consistenza della neve, umidità, alla partenza, a metà tracciato e all’arrivo – spiega Omar Galli, sport manager della pista Stelvio a Bormio dove c’è stata centrata la doppietta argento e bronzo di Giovanni Franzoni e Dominik Paris nella discesa maschile -. Alcuni team vanno poi in autonomia a misurare temperatura e consistenza sulla pista». Dati analizzati anche dai skiman: sono loro che materialmente preparano gli attrezzi, decidono l’affilatura delle lame e il mix di sciolina da usare. Un ruolo simile quello degli ingegneri dedicati alla gestione delle gomme nella Formula Uno. «Il fattore umano fa la differenza – sottolinea Galli -. Conta l’esperienza dello skiman e ogni campione ha il suo personale skiman». La notte prima della gara preparano 2 o 3 paia di sci, poi prima della gara si sceglie quale usare in base alle ultimissime previsioni meteo.

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