
Una lunga gestazione. L’accordo tra Ue e Mercosur è il risultato di un negoziato durato 30 anni, pur con periodi di incomunicabilità, nonostante le due aree commerciali siano complementari e poco concorrenziali tra loro. Eppure piuttosto combattive e spesso litigiose al loro interno. Quelli di Italia, Francia, Germania e Spagna non sono sempre stati interessi convergenti; così come quelli tra Brasile e Argentina, i due Paesi leader del Mercosur. Ora il traguardo è vicino e, secondo Graziano Messana, presidente della Camera di Commercio di San Paolo e presidente della Eurochamber in Brasile e Italia, si tratta di un accordo che «da opportunità è diventato necessità». E dove «la reciprocità è evidente»
Dottor Messana, siamo arrivati al traguardo dell’accordo Ue-Mercosur dopo un percorso molto lungo e accidentato.
Non è stato un percorso facile, la percezione è che la Ue sia andata avanti con quello che aveva in mano, con determinazione. L’unilateralismo degli Stati Uniti ha spinto la Ue a fare accordi importanti con l’America Latina. È un ottimo accordo che da opportunità è diventato necessità.
Esiste il pericolo di un sabotaggio dell’accordo?
L’accordo è un progetto di architettura commerciale. La grande forza di questo accordo è che crea “prevedibilità”. In un mondo così vulnerabile e dai continui rischi di scossoni geopolitici, la prevedibilità è una risorsa rara e importante. Qualsiasi investimento produttivo ne ha bisogno.








