Storie Web martedì, Marzo 31

Il primo a mostrarsi a chi arriva in auto è il gigantesco VAB, il Vehicle Assembly Building in cui la NASA assembla i razzi. Poi lo sguardo cade inesorabilmente su una slanciata sagoma bianca e arancione che si staglia all’orizzonte a pochi chilometri di distanza: il lanciatore SLS, con i suoi 98 metri di altezza, attende sulla rampa di lancio il momento giusto per far volare verso la Luna gli astronauti della missione Artemis II.

Al Kennedy Space Center sono giornate frenetiche: gli ultimi preparativi, riunioni, controlli, una folla sempre più numerosa di giornalisti da tutto il mondo. Del resto, nella notte fra l’1 e il 2 aprile, quando in Italia saranno 24 minuti dopo mezzanotte, prenderà il via uno dei viaggi spaziali più importanti degli ultimi 50 anni.

Tre astronauti statunitensi – Victor Glover, Christina Koch e Reid Wiseman – e il canadese Jeremy Hansen stanno per volare intorno alla Luna. Non accade dalla missione Apollo 17 del 1972. Avranno principalmente il compito di testare la navetta Orion, aprendo la strada all’allunaggio vero e proprio previsto con la missione Artemis IV nel 2028.

Gli obiettivi scientifici

Fra i principali obiettivi scientifici c’è proprio lo studio del corpo umano a così grande distanza dalla Terra. “Con la missione Artemis II studieremo gli astronauti nello spazio profondo – dice il Chief Exploration Scientist della NASA Jacob Bleacher – È un passo per capire come la vita reagisce a un ambiente dove vogliamo operare in futuro esplorando la Luna e magari preparandoci ad andare su Marte”.

Previsioni meteo favorevoli

Al Kennedy Space Center sono anche giornate di compulsiva consultazione delle previsioni meteo. I bollettini sono rassicuranti: secondo le ultime stime, c’è l’80% di possibilità di riuscire a partire. Se ci fossero degli imprevisti di qualunque genere, si potrebbe riprovare ogni giorno fino al 6 aprile. Poi se ne riparlerebbe dal 30 aprile in avanti.

ESA e Italia in prima fila

La missione è attesissima anche in Europa. L’ESA è in prima fila e contribuisce al programma Artemis in vari modi, ad esempio con il modulo di servizio che fornisce energia alla navetta Orion. In parte è stato costruito anche in Italia da Thales Alenia Space e Leonardo. Coinvolta in vari modi anche l’Agenzia Spaziale Italiana, che sta anche progettando il modulo abitativo MPH da posizionare sulla superficie lunare. L’intenzione infatti è tornare sulla Luna per restarci, arrivando a costruire una vera e propria base lunare. Sta per riaprirsi definitivamente un capitolo di storia che si era interrotto 54 anni fa. Artemis II sarà il primo passo di questa nuova avventura.

Condividere.