Andy Burnham è diventato primo ministro britannico da poche ore ma ha già dimostrato di essere in grado di sorprendere.
Nessuno infatti aveva previsto la sua scelta di cancelliere dello Scacchiere, il ruolo forse più delicato del nuovo Governo. L’incarico è stato assegnato a John Healey, un veterano del partito molto rispettato, che aveva dato le dimissioni da ministro della Difesa del precedente Esecutivo guidato da Keir Starmer per protesta contro i fondi secondo lui insufficienti dedicati alla Difesa. Considerato un uomo di forti principi ma anche un pragmatico capace di collaborare con tutti, Healey ha anche lavorato al Tesoro per anni e quindi sa come gestire le finanze pubbliche.
Altrettanto inattesa la nomina di Ed Miliband a ministro degli Esteri: l’ex ministro dell’Ambiente ed ex leader del partito laburista, da anni stretto alleato di Burnham, secondo le voci era in corsa per diventare cancelliere. Promuovendolo agli Esteri il nuovo premier ha risolto due problemi in un colpo solo: ha evitato la reazione negativa dei mercati a una nomina al Tesoro di Miliband, considerato troppo di sinistra, e può mettere all’Ambiente una persona più flessibile. L’ambientalista Miliband infatti si era schierato contro una ripresa delle trivellazioni nel Mare del Nord, che invece secondo indiscrezioni viene vista con favore dal nuovo premier. Si tratta comunque di una scelta azzardata, dato che Miliband non ha esperienza di Esteri, così come Burnham, e per questo ci si aspettava la nomina di un esperto. Tra i nomi fatti negli ultimi giorni c’era anche quello di David Miliband, fratello di Ed ed ex ministro degli Esteri nel Governo di Gordon Brown, che da anni ha lasciato la politica.
L’unico segnale di continuità con il Governo uscente di Keir Starmer è Shabana Mahmood, confermata ministra dell’Interno. Nota per la sua linea dura contro l’immigrazione illegale, la Mahmood si è conquistata la reputazione di capace e inflessibile esecutrice della strategia del Governo. Si prevede che la sua posizione diventi più “morbida” nel Governo Burnham, in linea con le indicazioni date dal nuovo premier contrario a un pugno di ferro contro gli immigrati, soprattutto se arrivati tempo fa in Gran Bretagna.
Burnham aveva detto di volere un Governo che riflettesse “tutte le anime” del partito laburista, ma ha silurato tutti gli alleati di Starmer. La Mahmood infatti aveva preso le distanze dall’ex premier tempo fa, consigliandogli di dare le dimissioni.
