Storie Web martedì, Febbraio 3
Ucraina, Palestina, Iran, Groenlandia: così gli europei si sentono a rischio

Di destra o di sinistra, di qualunque colore sia il Governo in carica nel proprio Paese, c’è una percezione che accomuna gli europei, almeno quelli intervistati da Noto Sondaggi per il Sole 24 Ore del Lunedì. Italiani, francesi, tedeschi, inglesi e danesi sono abbastanza unanimemente preoccupati che la guerra tra Russia-Ucraina, tra Israele e Palestina e la crisi groenlandese rappresentino un pericolo concreto per il loro Paese. Una pressione condivisa che stringe o allenta la morsa in misura diversa a seconda dei territori e del conflitto. Ad agitare gli europei è soprattutto la guerra in Ucraina che spaventa italiani (67%), francesi (66%) e danesi (63%) in egual misura, mentre impatta di più su tedeschi (72%) e inglesi (73%).

L’Iran e la guerra israelo-palestinese

Sentito pure, per quanto si consideri per lo più l’aspetto economico, è quanto sta in queste ore accadendo in Iran. Un intervento militare degli Stati Uniti costituisce, infatti, un motivo di apprensione per le conseguenze sulle economie nazionali per il 51% degli italiani, il 53% degli inglesi, il 43% dei francesi, il 42% dei danesi, il 39% dei tedeschi. In questo caso specifico è interessante notare come la percentuale di chi «non ha un’idea precisa» coincida abbastanza con quella di chi «non ha timori»: 28 e 21% di italiani, 31 e 26% di francesi, 26 e 35 di tedeschi, 22 e 25 di inglesi, 27 e 31 dei danesi.

Massicciamente presente nella cronaca politica e più generale nel dibattito tra analisti, il conflitto israelo-palestinese è quello che invece agita meno (53% degli italiani, il 48% dei francesi, il 37 dei tedeschi, il 49 degli inglesi); addirittura nel caso della Danimarca non agita proprio: il 74% dei danesi dichiara che non è un conflitto pericoloso per il proprio Paese.

Conta la storia e contano i chilometri, le proporzioni si invertono naturalmente dinanzi all’ultima crisi in ordine cronologico, vale a dire le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump sull’interesse degli Stati Uniti nei confronti della Groenlandia. Pericolo che coinvolge il 73% dei danesi, il 61% degli inglesi, il 59% degli italiani, il 55% dei francesi e infine il 47% dei tedeschi.

In ogni caso questi tre fronti vengono considerati in qualche modo molto “europacentrici”. Ciò è soprattutto evidente nei confronti della guerra tra israeliani e palestinesi e della crisi groenlandese. Entrambi gli scenari non sono considerati pericolosi per il mondo: le percentuali oscillano da un minimo del 6% a un massimo del 31. E questo picco del 31% è comprensibilmente espresso dai danesi.

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