Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato qualche giorno fa che le società americane di carte di credito potranno essere soggette a un limite del 10% sul tasso di interesse applicabile ai clienti.
Immediato l’allarme delle banche statunitensi, con riscontri anche in Borsa, dove i titoli di diversi istituti di credito Usa, tra cui Citigroup, JPMorgan Chase, Wells Fargo e Bank of America sono scivolati in basso tra l’1% e il 3% lunedì 12.
Anche le società più strettamente legate al settore delle carte di credito, come Visa, Mastercard e American Express, sono scese. Capital One, il cui portafoglio prestiti proviene principalmente da carte di credito, è addirittura crollata di quasi il 7%.
Sebbene non sia chiaro come la norma proposta potrebbe essere applicata, il messaggio del settore è chiaro: il piano avrebbe conseguenze indesiderate per i consumatori e l’economia americana.
Secondo banche e analisti, la mossa renderebbe infatti non redditizie ampie fasce del settore delle carte di credito, soprattutto quelle legate a clienti con profili creditizi non ottimali.


