Storie Web lunedì, Aprile 27

«Non avevo paura. So come va la vita. Viviamo in un mondo di matti». Sono queste le parole del presidente Usa Donald Trump alla prima intervista, concessa alla Cbs, dopo l’attentato alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca. E sulla first lady Melania Trump ha osservato: «Non vorrei dire (fosse spaventata, ndr), alle persone non piace si dica che si sono spaventate, ma certamente, chi non lo sarebbe in una situazione del genere?. È molto forte, intelligente. Ha capito. Sapeva cosa stava accadendo», ha aggiunto. Sull’assalitore, Cole Tomas Allen, ha parlato di una «velocità incredibile. Penso dovrebbe ingaggiarlo la National Football League», ha ironizzato.

«Ho letto un testo», ha proseguito. «Si è radicalizzato. Era un cristiano, credente, e poi è diventato anti-cristiano. La sua famiglia era molto preoccupata, probabilmente era un giovane molto disturbato», ha ripetuto. E poi lo ha anche definito «abbastanza incompetente»” perché «è stato beccato» e «si è fatto prendere piuttosto facilmente». Sugli istanti dell’attacco, «volevo vedere cosa stava accadendo», ha affermato. «Ero circondato da persone fantastiche. E probabilmente le ho rallentate un po’ nell’intervento».

Poi, ha raccontato, «Ho iniziato a camminare con loro», esortato a rimanere abbassato. «Ero in piedi, più o meno. Ero in piedi e poi mi sono girato nella direzione opposta e ho iniziato grossomodo a camminare in posizione abbastanza eretta, un po’ curvo», ha proseguito nella ricostruzione dei momenti più concitati. «Ero quasi a metà strada e mi hanno detto: “Per favore, si abbassi a terra. Per favore, si abbassi a terra”. Così mi sono abbassato a terra. E così ha fatto anche la first lady». Il presidente ha quindi lodato gli agenti: «Hanno fatto davvero un ottimo lavoro».

Parole che fanno il paio con quanto il tycoon ha postato, a caldo, sul social media di sua proprietà Truth: «Quanto accaduto ieri sera è esattamente il motivo per cui le nostre grandi Forze Armate, i Servizi Segreti, le Forze dell’Ordine e, per ragioni diverse, ogni Presidente degli ultimi 150 anni hanno preteso che venisse costruita una grande, sicura e protetta sala da ballo all’interno del complesso della Casa Bianca».

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