Storie Web giovedì, Aprile 16

Il nome ufficiale è un altro, ma per amici e avversari è già “l’Arco di Trump”.

La Casa Bianca ha annunciato nelle prossime ore i progetti ufficiali del nuovo “Arco Trionfale degli Stati Uniti”, un gigantesco monumento voluto proprio dal presidente Donald Trump per celebrare i 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza. L’opera sarà bianca, alta 76,2 metri, sormontata da due grandi aquile e da una enorme statua dorata della Libertà. Secondo i rendering, diventerà l’arco più alto al mondo, superando quello di Parigi (50 metri), Città del Messico e Pyongyang

Proprio il paragone con la prosopopea monumentale della Corea del Nord sta già suscitando ironie. In molti vi leggono l’ennesima manifestazione del cesarismo architettonico dell’attuale presidente – il cui esplicito narcisismo si accompagna a un gusto estetico quantomeno discutibile. 

Prima ci fu il cambio di nome del Kennedy Center, diventato “Trump-Kennedy Center” col voto di un comitato nominato dallo stesso Trump: decisione che ha costretto a chiudere per due anni uno dei massimi centri culturali di Washington perché gli artisti coinvolti si sono tirati indietro in massa pur di non vedere il proprio nome associato all’operazione.

Poi una marea di polemiche ha accompagnato i lavori di ristrutturazione della Casa Bianca: un’intera ala demolita per realizzare una immensa sala da ballo in stile Mar-a-Lago, per un costo stimato in 400 milioni di dollari (in origine erano la metà). 
Finchè a fine marzo un giudice federale ha stabilito che i lavori vanno bloccati fino a quando il Congresso non approverà il progetto – perchè, in sostanza, la Casa Bianca non appartiene al suo inquilino pro tempore ma allo Stato e al popolo americano. L’amministrazione Trump ha fatto ricorso sostenendo che sotto la sala da ballo sarà realizzato un formidabile bunker militare e che quindi l’opera va trattata come un fatto di sicurezza nazionale. L’ultima notizia è che una Corte d’appello ha consentito di proseguire i lavori per una settimana, il tempo di raccapezzarsi.

 

Progetto per l’arco di 76 metri (250 piedi) che Trump intende costruire a Washington (Reuters)

Incurante delle polemiche – e del crollo nei sondaggi di gradimento del presidente – la portavoce della Casa Nianca Karoline Leavitt intanto definisce il nuovo progetto dell’arco “un monumento nazionale che ispirerà generazioni future”. 

Il colossale monumento sorgerà vicino al Lincoln Memorial e sarà finanziato in parte con fondi pubblici – 2 milioni dal National Endowment for the Humanities – e in parte con donazioni private. C’è già un ricorso di 19 pagine, secondo cui la nuova ingombrante costruzione deturperà l’area monumentale di Washington: “L’Arlington House non sarà più visibile dal Lincoln Memorial e la vista del Lincoln Memorial dall’Arlington House verrà oscurata”. Il ricorso sostiene anche che i piani di Trump – approvati da una commissione composta da soli suoi fedelissimi – violano il Commemorative Works Act del 1986 e che dunque il progetto è illegale. 

 

Trump mostra la “sala da ballo” della Casa Bianca (Reuters)

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