Il presidente ha inviato più volte segnali contraddittori sulla sua strategia di uscita. Oggi Trump ha affermato in un post sui social media che il “Presidente del Nuovo Regime” iraniano ha chiesto agli Stati Uniti un cessate il fuoco, aggiungendo che gli Usa prenderanno in considerazione la fine delle ostilità solo se lo Stretto di Hormuz verrà riaperto. «Valuteremo la situazione quando lo Stretto di Hormuz sarà aperto, libero e sgombro», ha dichiarato Trump. «Fino ad allora, stiamo bombardando l’Iran fino a distruggerlo».
Il Ministero degli Esteri iraniano ha definito la richiesta di cessate il fuoco «falsa e infondata», secondo quanto riportato dalla televisione di Stato.
Non è immediatamente chiaro a quale offerta si riferisca Trump, né a quale interlocutore iraniani gli Stati Uniti stiano rivolgendo il messaggio. Ieri, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che la Repubblica Islamica ha «la volontà necessaria» per porre fine a questa guerra, con alcune garanzie, e, tra l’altro, ha annunciato per le prossime ore un discorso rivolto al popolo americano.
Le dichiarazioni di Trump hanno continuato a far oscillare i mercati. Il petrolio Brent, il benchmark internazionale, è sceso brevemente sotto i 100 dollari al barile per la prima volta in oltre una settimana, mentre gli operatori speculavano sulla fine del conflitto. I prezzi hanno poi recuperato parte delle perdite, in seguito ai segnali che indicano che i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, cruciale per il futuro, rimarranno probabilmente fortemente limitati.
L’Iran ha imposto la chiusura dello Stretto di Hormuz alla maggior parte delle navi poco dopo l’inizio dei raid aerei statunitensi e israeliani il 28 febbraio, bloccando l’afflusso di materie prime essenziali come fertilizzanti, petrolio e gas. Il Paese non ha offerto alcuna condizione o tempistica per la riapertura. Il suo parlamento ha approvato questa settimana una legge per imporre pedaggi nello stretto, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Fars.









