Storie Web venerdì, Giugno 5

“Un grandissimo grazie alla National Capital Planning Commission per l’approvazione, con 8 voti favorevoli e 1 contrario, del Grande Arco Trionfale che sorgerà alla base dell’Arlington Memorial Bridge, un’opera che attendeva da oltre 200 anni. Una volta completato, sarà senza dubbio il più grande arco di tutti!”. È quanto scrive sul social Truth il presidente Usa Donald Trump. L’annuncio del via libera arriva dopo mesi di polemiche e prese di posizione contrarie espressa da una vasta schiera di critici, tra cui le associazioni dei veterani preoccupati dell’invasività dell’opera monumentale che finirebbe per ostruire la visuale tra il Lincoln Memorial e il cimitero nazionale di Arlington.

Un arco di trionfo a Washington, Trump svela l’ambizioso progetto

Il 4 giugno il presidente Usa ha anche annunciato la costruzione di una passeggiata sul Lincoln Memorial. “Vogliono chiamarla Trump Promenade, ma non so se voglio farlo, comunque sarà bellissima”, ha detto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca, senza specificare chi avesse chiesto di intitolarla a lui.

Reflecting Pool, via al riempimento

Lo stesso giorno il presidente ha anche annunciato l’avvio del graduale riempimento con acqua della Reflecting Pool del Lincoln Memorial, recentemente ristrutturata. Durante un evento non correlato, Trump ha infatti mostrato un video in cui si vedeva l’acqua sgorgare nella vasca appena ridipinta ai piedi del Lincoln Memorial. Il video in diretta mostrava l’acqua che si accumulava al centro della vasca, con operai e camion ancora all’interno della piscina. L’amministrazione Trump afferma che la piscina è stata dipinta di “blu bandiera americana”. Anche in questo caso l’intervento di ristrutturazione è stato accompagnato da pesanti polemiche: il costo è stimato tra 1,5 e 2 milioni di dollari, ma i registri mostrano contratti per un valore di 14,8 milioni di dollari.

I critici sostengono che Trump si stia concentrando troppo su progetti personali. Gli ultimi annunci del presidente Usa fanno parte di un più ampio programma edilizio volto a rimodellare il centro monumentale di Washington. Il programma edilizio presidenziale, oltre alla costruzione di un arco di trionfo alto 250 piedi (76 metri), prevede la costruzione (già avviata) di una sala da ballo di 90.000 piedi quadrati sul sito dell’ala est della Casa Bianca, demolita nelle scorse settimane.

Il John F. Kennedy Memorial Center for the Performing Arts a Washington, DC, Stati Uniti, 1° giugno 2026. Un giudice federale ha stabilito che il nome del presidente degli Stati Uniti Donald Trump debba essere rimosso dall’edificio dopo che era stato battezzato “The Donald J Trump and John F Kennedy Memorial Center for the Performing Arts”. EPA/WILL OLIVER

Kennedy Center, via alla rimozione dell’insegna “trumpizzata”

Tra le iniziative presidenziali che hanno provocato polemiche spicca la decisione di aggiungere il suo nome – Trump – all’insegna del John F. Kennedy Center for the Performing Arts, di solito indicato come Kennedy Center, un centro di arti dello spettacolo situato sul fiume Potomac, adiacente al complesso Watergate a Washington. Nei giorni scorsi i vertici dell’istituzione culturale sono stati costretti a ordinare al personale di rimuovere il nome del presidente dell’insegna del centro per ottemperare a una sentenza del tribunale federale. Lo scorso dicembre, Trump aveva fatto aggiungere il proprio nome – prima di quello di Kennedy – sulla facciata dell’edificio in marmo bianco, provocando una causa legale da parte della rappresentante democratica dell’Ohio Joyce Beatty, membro del consiglio di amministrazione del Kennedy Center.

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