Come si dice: gli occhi non mentono. E questo può aiutare anche a capire gli investitori. Ma andiamo con ordine. Quando le banche o i consulenti propongono un investimento, sono obbligati dalle normative europee a consegnare il Kid (Key Information Document), un modulo riassuntivo che dovrebbe illustrare in modo chiaro, comparabile e senza tecnicismi le caratteristiche e i rischi del prodotto. Per avere un’idea, lo scorso anno alla Consob sono stati notificati più di 8 milioni di Kid. Eppure, la realtà è che questi documenti risultano quasi sempre ostici e indecifrabili, scoraggiando la lettura profonda e inducendo i risparmiatori in errore.

Per indagare empiricamente le ragioni di questa inefficacia, un recente studio condotto su 79 adulti italiani ha analizzato l’impatto della formulazione linguistica e visiva sulle decisioni finanziarie, avvalendosi della tecnologia dell’eye-tracking, il tracciamento oculare. È quanto emerge dallo studio Usable Documents Help People Make Better Investment Choices, coordinato da Stefano Rastelli, direttore del laboratorio di linguistica e glottodidattica sperimentale dell’Università di Pavia, in fase di pubblicazione. In base a questo esperimento il Crtcu (Centro di Ricerca e Tutela dei Consumatori e degli Utenti) invierà una proposta alla Commissione europea per modificare i fogli informativi precontrattuali dei prodotti di investimento al dettaglio e assicurativi preconfezionati (Priip).

I dati dell’esperimento hanno dimostrato che la confusione non scaturisce dall’inadeguatezza o dall’età degli investitori, ma dalla stesura stessa dei documenti che sembrano progettati (si spiega) per confondere o nascondere le informazioni importanti in fitti blocchi di testo grigio. L’attuale burocratese finanziario, secondo Rastelli, non ha l’obiettivo di informare realmente: «Non si tratta di una lingua fatta per essere capita e per essere letta, bensì di una lingua che è un disclaimer, una “lingua di arredamento”. E i Kid sono lingua di arredamento, lingua che deve stare lì per esserci, non per essere letta». Di conseguenza, le persone tendono a ignorare le avvertenze testuali cruciali e si concentrano in modo quasi esclusivo sui numeri, finendo per sottostimare i veri rischi o, paradossalmente, per rifiutare prodotti validi. Per esempio un errore che viene segnalato è quello che il “periodo di detenzione raccomandato” indichi un vincolo obbligatorio e insuperabile e molti rifiutano quell’investimento perché non vogliono vincolarsi.

COME GLI INVESTITORI GUARDANO LE INFORMAZIONI DEL KID

Studio condotto su 79 adulti che hanno accettato di sottoporsi all’esperimento con tracciamento oculare

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Per dimostrare che un’inversione di rotta è possibile, i ricercatori hanno riprogettato i documenti applicando specifiche regole di usabilità cognitiva che dimezzano lo sforzo del cervello. Sono stati applicati tre princìpi linguistici fondamentali: esplicitare sempre l’argomento fin dall’inizio (aboutness), chiarire “chi fa cosa” mettendo in luce le dinamiche delle azioni, ed estrarre il “nocciolo della frase” usando parole concrete e immaginabili che l’investitore possa ricordare nei pochi secondi prima di apporre una firma. Dal punto di vista visivo, le percentuali sono state posizionate prima dei valori in euro, le avvertenze sui rischi sono state estratte dal testo e messe in evidenza, e sono stati adottati colori universali, come il rosso per le perdite e il verde per i guadagni. Le modifiche testuali sono state drastiche e dirette, eliminando i concetti astratti. Rastelli illustra in modo emblematico questo passaggio: «Invece di scrivere, come titolo, scenario di stress, sfavorevole, favorevole, abbiamo scritto se il mercato va male, se il mercato va abbastanza bene, se il mercato va bene. La parola scenario non ti dice se è una cosa reale o una cosa finta». L’impatto di questi interventi di usabilità è stato immediato: messi di fronte a conseguenze così chiare, i risparmiatori hanno modificato le loro scelte e «la percentuale di chi ha rifiutato di investire dei nostri soggetti all’esperimento è raddoppiata».

Rendere i documenti finanziari cognitivamente usabili smette di essere una semplice opzione di stile per diventare uno standard vitale a tutela dei cittadini e, contemporaneamente, un vero “valore commerciale” capace di infondere fiducia e incentivare gli investimenti adatti. L’urgenza di passare a una comunicazione totalmente trasparente è confermata anche dalle ricadute legali e pratiche, come dimostra un recente caso in Trentino Alto Adige dove un pensionato ottantenne, supportato dalla Crtcu, è riuscito a riavere indietro 80mila euro da una banca perché l’Acf ha ritenuto il documento sottoscritto illeggibile e incomprensibile. Sulla necessità di blindare questi diritti Carlo Biasior del Crtcu, auspica un cambiamento sistemico: «Per avere la fiducia degli investitori, la comprensibilità deve essere massima, in grado di rendere evidenti caratteristiche, natura e rischi dei prodotti finanziari anche ai più deboli. Ci auguriamo che la recente strategia Ue, tesa a incoraggiare gli investimenti nei mercati e capitali europei, porti a una rinforzata tutela degli investitori, anche attraverso l’introduzione di forme di linguaggio usabile, sviluppate insieme alle rappresentanze dei consumatori».

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