Storie Web lunedì, Febbraio 16
Tra accuse e aperture, Europa e Usa riscrivono le regole dell’alleanza

La stessa minaccia russa è osservata nello specchietto retrovisore, con lo sguardo puntato principalmente sulle sterzate dell’auto che precede, quella guidata da Trump, che tra accelerate brusche e imprevedibili frenate, si allontana dai principi di affidabilità, multilateralismo e diritto internazionale.

Nel discorso di apertura della Conferenza, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, ha riconosciuto in modo più esplicito del solito la spaccatura, citando proprio lo sprezzante intervento del vicepresidente JD Vance, che lo scorso anno a Monaco aveva incontrato l’entusiasta leader di Afd, Weidel, a pochi giorni dalle elezioni in Germania. «La battaglia Maga non ci appartiene», ha detto Merz, che ha però invitato al «riavvio» dell’alleanza atlantica.

Sabato, Rubio è sembrato in parte accettare l’invito, assicurando che «Europa e Stati Uniti sono fatti per stare insieme» e che «la fine dell’era transatlantica non è l’obiettivo degli Usa». Rubio però non ha risparmiato critiche e ha avvisato che «gli americani non hanno alcun interesse a essere custodi educati e ordinati del declino gestito dall’Occidente», causato da migrazione e deindustrializzazione.

Oltre Monaco

Da Monaco, un pezzo d’Europa, guidato da Germania e Francia, riparte con la rafforzata convinzione che l’Unione deve rendersi più indipendente e forte su tutti i fronti, dall’economia alla difesa, e che non sarà possibile portandosi dietro tutti e Ventisette i partner, ma che sarà necessario procedere a diverse velocità, con chi ci sta e con chi può. Sul modello della coalizione dei volenterosi e forzando sempre più spesso la regola dell’unanimità. Perché al di là dei toni concilianti, l’alleanza con gli Stati Uniti ha ormai troppi punti di divergenza. Non si è nemmeno risolta la crisi sfiorata sulla Groenlandia, come ha ricordato da Monaco la premier danese Mette Frederiksen.

L’ombrello nucleare europeo

Vacilla perfino il più sinistro dei tabù, quello delle armi nucleari. L’insicurezza suscitata dalla svolta americana, ha spinto Berlino e Parigi a intrecciare un dialogo per costruire una deterrenza paneuropea, integrata e non alternativa, si dice, all’ombrello americano nella Nato. Nel quale però si mostra di non credere fino in fondo. E nel quale, evidentemente, non crede troppo la Russia di Vladimir Putin.

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