Storie Web mercoledì, Settembre 23

Il morbillo torna a colpire in Italia. I dati, diffusi con una circolare dal ministero della Salute, sono preoccupanti indicando una soglia di vaccinati al di sotto di quella indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità (95% con due dosi) che potrebbe prefigurare il riaccendersi di focolai in tutta Italia ma soprattutto al Sud. L’immunizzazione per il morbillo viene fatta in due dosi: la prima dopo il compimento del primo anno, la seconda a 5-6 anni. La media nazionale è del 94,7%, con un forbice che va da più del 98% di Lombardia e Molise all’88% della Sicilia. Ma la situazione cambia drasticamente con la seconda dose. In tal caso nessuna Regione raggiunge il 95% e solo 7 sono sopra il 90%. Anche in questo caso, le differenze regionali sono ampie: si va dal 94,3% dell’Umbria al 67,8% della Sicilia.

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I contagi confermati

Nei primi 5 mesi del 2026 sono stati 472 i casi confermati di morbillo, con un aumento consistente rispetto al 2025 (322) e appena al di sotto dei casi record del 2024 (509). Due anni fa sono stati notificati 1.045 casi, 946 dei quali successivamente confermati in laboratorio. Nel 2025 il dato è sceso a 497 casi confermati, mentre nel 2026 gli esperti segnalano una ripresa dei contagi, soprattutto in alcune Regioni. La Campania passa da 18 casi segnalati nel 2025 a 100 nel 2026; la Calabria cresce da 17 a 265 casi; il Lazio passa da 47 a 54 casi; la Toscana balza da 6 a 49 casi. Anche per quanto riguarda i ricoveri, si osserva un aumento percentuale nel tempo: dal 49,5% nel 2024, al 56,3% nel 2025 e al 57,8% nel 2026.

Oltre il 90% dei contagi, conferma la circolare, si sono verificati in persone non vaccinate e quasi il 6% in persone che hanno ricevuto una sola dose di vaccino.

Insidiati i giovani adulti

La fascia di età maggiormente interessata ai contagi di morbillo è quella compresa tra 15 e 39 anni (345 casi), seguita dalla fascia 40–64 anni (124 casi) e da quella 0–4 anni (98 casi), Ad essere insidiati, dunque, sono soprattutto i giovani adulti dei quali il 94,7% colpito non risulta immunizzato. Di particolare rilievo epidemiologico è anche la quota di casi tra gli operatori sanitari, con 55 casi su 417 soggetti con professione nota (13,2%). Per 45 sanitari è disponibile l’informazione sullo stato vaccinale: ebbene, 40 risultano non vaccinati, pari all’88,9% del totale.

Le raccomandazioni della circolare

 I dati messi nero su bianco nella circolare del ministero della Salute, firmata dal capo Dipartimento della Prevenzione Maria Rosaria Campitiello, evidenziano dunque una crescita dei contagi rispetto all’anno precedente, una concentrazione in specifiche fasce d’età adulte e aree geografiche e un impatto rilevante dello stato vaccinale sull’incidenza della malattia. Da qui la necessità di agire su un doppio binario: da un lato “promuovere campagne vaccinali mirate, con particolare attenzione ai giovani adulti non vaccinati e alle categorie ad alto rischio”. Dall’altro “potenziare i sistemi di sorveglianza”. In tal caso, sottolinea il ministero, resta fondamentale la tempestività nel condurre l’indagine epidemiologica e nel segnalare il caso sospetto. La circolare raccomanda inoltre di verificare lo stato immunologico degli operatori sanitari, di svolgere attività di comunicazione del rischio, sia agli operatori sanitari sia alla popolazione, e di avviare attività di formazione finalizzata a migliorare le competenze comunicative dei sanitari.

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