La nuova società, dal punto di vista operativo, avrà gestione e protezione dei dati come il re-training di algoritmi basati sugli utenti statunitensi affidato ad Oracle, in passato già custode dei dati di TikTok Usa. Prenderà in licenza, cioè, il controverso algoritmo oggi in mano a ByteDance e lo riaddestrerà e sottoporrà a prove e aggiornamenti. La joint venture, asserisce il comunicato che la tiene a battesimo, garantirà “l’ecosistema del contenuto negli Usa” grazie ad “autorità decisionale su politiche di sicurezza e moderazione del content”.
Le polemiche non sono però svanite: ByteDance mantiene comunque una quota e presenza significativa negli asset Usa agli occhi dei critici, tra i quali parlamentari del Congresso Usa che temono per la sicurezza nazionale. Il Financial Times ha inoltre sottolineato che il colosso cinese avrà tuttora importanti legami d’affari con la joint venture Usa tra i quali un diretto controllo delle principali linee di business nel Paese, il “core” composto da ecommerce, pubblicità e marketing. Fonti hanno rivelato all’Ft che numerosi dipendenti negli Usa rimarranno in realtà impiegati da divisioni sotto ByteDance, oggi valutata 500 miliardi di dollari.
Il comunicato di lancio della nuova TikTok USDS svela anche la composizione del board che governerà l’entità, sette esponenti in maggioranza Usa. Ci sarà il Ceo di TikTok globale, Shou Chew, ma al suo fianco saranno Timothy Dattels di TPG Global, Mark Dooley di Susquehanna International Group, Egon Burban co-ceo di Silver Lake, Raul Fernandez, ceo di DXC Technology, Kenneth Glueck, top executive di Oracle e David Scott di MGX.
I vertici gestionali della joint venture saranno capitanati dal ceo Adam Presser, a lungo stretto collaboratore di Shou Chew a TikTok dopo un passato a WarnerMedia. Will Farrell, a sua volta veterano di TikTok e Booz Allen Hamilton, sarà chief security officer.
La crisi attorno a TikTok, che oggi vanta 200 milioni di utenti negli Usa, si è trascinata per sei anni e ha visto il Congresso passare nel 2024 una legge per metterla al bando negli Stati Uniti davanti a preoccupazioni di sicurezza nazionale legate alla proprietà cinese. Trump, un tempo critico, è però diventato un cultore del social, al quale attribuisce parte del suo successo elettorale tra i giovani. E’ stato anche spinto da finanzieri americani suoi sostenitori e con interessi in ByteDance. Ha così sospeso l’applicazione della legislazione, citando negoziati in corso per risolvere la vicenda. E ha affidato al vicepresidente JD Vance la messa fuoco dei dettagli di un accordo. Vance ha indicato che l’intesa, ora ultimata, avrebbe valutato la nuova joint venture Usa 14 miliardi di dollari. In passato le attività Usa di TikTok sono state stimate tra i 35 e i 50 miliardi.












