Le liste d’attesa della sanità italiana mostrano i primi segnali di miglioramento nel 2026. Secondo il primo bollettino nazionale elaborato da Agenas, nei primi sei mesi dell’anno sono state effettuate oltre 1,6 milioni di visite specialistiche ed esami diagnostici in più entro i tempi di garanzia rispetto allo stesso periodo del 2025.
I dati evidenziano una crescita dell’attività complessiva del Servizio sanitario nazionale: le prenotazioni sono passate da 13,3 milioni a 14,9 milioni, mentre le prime visite erogate nei tempi previsti sono salite dal 76,4% al 78,5%. Migliora anche il dato degli esami diagnostici, che raggiungono l’84,6% di prestazioni effettuate entro le soglie previste, contro l’82,8% registrato nel 2025.
Commentando il monitoraggio, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rivendicato i risultati ottenuti grazie alle misure adottate dal governo sul fronte delle liste d’attesa: “Ridurre le liste d’attesa è una delle sfide più importanti per la nostra sanità. I primi dati del 2026, certificati da Agenas, ci dicono che siamo sulla strada giusta”, ha scritto sui social. La premier ha definito il risultato “incoraggiante” e lo ha collegato al lavoro avviato con la riforma sulle liste d’attesa.
La premier ha però riconosciuto che il problema non sia ancora risolto: “Sappiamo bene che c’è ancora molto da fare e che troppi cittadini aspettano ancora troppo per una prestazione sanitaria”, ha affermato, assicurando che il Governo continuerà a lavorare insieme alle Regioni per garantire tempi più rapidi e un servizio sanitario più efficiente.
Nonostante i progressi, il bollettino Agenas mette infatti in evidenza che 2 milioni e 811 mila prenotazioni vengono ancora erogate oltre i tempi massimi di garanzia. Le criticità maggiori riguardano soprattutto alcune prestazioni programmate, per le quali in diversi casi l’attesa può superare i 300 giorni.
Dal punto di vista territoriale persistono importanti differenze regionali. Per le prime visite i risultati migliori sono stati registrati in Basilicata (98,9%), Marche (94,5%), Lazio e Veneto (91,5%), mentre tra le regioni che hanno mostrato i maggiori miglioramenti rispetto all’anno precedente figurano Liguria e Lombardia.
Segnali positivi arrivano anche per le prestazioni urgenti: nel primo semestre 2026 l’81% delle visite classificate come urgenti è stato effettuato entro tre giorni, in aumento rispetto al 77,7% dello stesso periodo dell’anno scorso. Anche le visite con priorità breve, da effettuare entro dieci giorni, mostrano un miglioramento rispetto al 2025.
Il quadro delineato da Agenas resta dunque a due velocità: da un lato cresce il numero di visite ed esami effettuati nei tempi previsti, dall’altro milioni di cittadini continuano a confrontarsi con attese superiori agli standard fissati dal Servizio sanitario nazionale.









