Storie Web martedì, Maggio 5

NAIROBI – Il governo militare sudanese ha accusato formalmente Etiopia ed Emirati arabi uniti di coinvolgimento negli attacchi via drone sferrati sul Paese, inclusi quelli a danno dell’aeroporto della capitale Khartoum.

In una conferenza stampa, il ministro degli Esteri Mohieddin Salem e il portavoce dell’esercito Asim Awad Abd al-Wahab hanno parlato di «prove definitive» sul lancio di quattro droni dalla base etiope di Bahir Dar, imputando ad Adu Dhabi la fornitura dei velivoli.

Il governo ha richiamato per consultazioni il suo ambasciatore da Addis Abeba e minaccia di essere pronto a «tutti gli scenari», incluso un confronto bellico diretto con i due Paesi sotto accusa. «Non intendiamo sferrare un attacco contro nessun Paese, ma chiunque ci attacchi riceverà una risposta», ha dichiarato il ministro al-Din Salem nell’incontro con i giornalisti.

Sudan, 6 caschi blu uccisi in un attacco con droni contro base Onu

Lo stallo sudanese e il rischio allargamento

La guerra in Sudan è scoppiata il 15 aprile del 2023 ed è appena entrata nel quarto anno di ostilità, lievitando fino alle dimensioni della «peggiore crisi umanitaria» registrata dalle Nazioni unite.

L’Alto commissariato Onu per i rifugiati parla di quasi 12 milioni di sudanesi costretti a lasciare la propria abitazione e confluiti fra gli sfollati interni ed esterni al Paese, mentre i bilanci delle vittime oscillano fra “minimi” di alcune decine di migliaia e fonti staunitensi che alzano l’asticella nell’ordine delle centinaia di migliaia.

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