Bruxelles congela di fatto la stretta sulle emissioni di metano in atmosfera, associate alle importazioni di combustibili fossili. La Commissione ha infatti raccomandato ai Ventisette, il 20 luglio, di sospendere per tre anni le sanzioni previste per le compagnie petrolifere e del gas che non rispettano i requisiti Ue.
Contro la normativa si sono espressi parte di settori dell’industria e Paesi esportatori, a cominciare da Qatar e Stati Uniti. A favore di un rinvio dell’intera legislazione si è poi schierato un fronte di 17 Stati, compresi Italia e Germania.
Su posizioni opposte, le organizzazioni ambientaliste, che sottolineano come il metano abbia un potere riscaldante circa ottanta volte maggiore dell’anidride carbonica, ma un ciclo di vita relativamente breve. Di conseguenza, limitare le dispersioni di questo gas serra avrebbe effetti in tempi relativamente contenuti sull’aumento delle temperature medie globali.
In base alla legislazione europea adottata nel 2024, dall’anno prossimo, gli importatori di gas, petrolio e carbone nella Ue devono monitorare e segnalare le emissioni di metano associate alle loro forniture, per limitarle.
La Commissione tiene ferma la scadenza del 2027 per l’entrata in vigore della normativa, ma apre alla possibilità di sospendere, fino alla fine del 2029, l’irrogazione delle multe (che possono arrivare fino al 20% del fatturato annuo) per gli importatori che non rispettano gli obblighi di rendicontazione delle emissioni.





