Sospensione, in Europa, dei dazi sui principali fertilizzanti azotati utilizzati in agricoltura e, a livello nazionale, stanziamento da 100 milioni di euro da destinare alle aziende agricole sottoforma di credito di imposta per l’acquisto di fertilizzanti e carburanti. Sono le misure adottate subito dopo la riunione straordinaria dei ministri dell’Agricoltura del G7, oggi a Parigi, sulle conseguenze del conflitto in Medio Oriente e in particolare sui prezzi dei fertilizzanti.

Una crisi innescata dal blocco dello stretto di Hormuz

La riunione puntava a tracciare un bilancio delle attuali difficoltà degli agricoltori e a valutare ’’azioni comuni’’, in un contesto di fiammata dei prezzi dei fertilizzanti dall’inizio del conflitto in Iran, a inizio febbraio e il blocco quasi totale dello stretto di Hormuz, da cui transita circa il 30% dei fertilizzanti mondiali. Alla riunione promossa dalla presidenza di turno francese del G7 hanno preso parte anche esponenti dell’Ocse, della Fao e del sistema di informazione sui mercati agricoli.

D’Eramo (Masaf): una risposta immediata ma anche politiche strutturali

Per l’Italia era presene il sottosegretario all’Agricoltura, Luigi D’Eramo. «È essenziale – ha commentato D’Eramo – sviluppare una strategia che coniughi interventi di risposta immediata con politiche strutturali. A seguito del blocco dello Stretto di Hormuz l’Italia, attraverso il ministro Francesco Lollobrigida, si è immediatamente attivata, sia in sede europea per richiedere la sospensione dei dazi sui principali fertilizzanti azotati utilizzati nella produzione agricola, sia a livello nazionale, destinando 100 milioni di euro a sostegno del settore primario, attraverso il riconoscimento di crediti di imposta alle aziende agricole per l’acquisto di fertilizzanti e carburanti».

Nel corso della riunione è stata inoltre evidenziata l’importanza di diversificare le fonti di approvvigionamento di materie prime e di incentivare la produzione di fertilizzanti innovativi, anche derivanti dal recupero di sottoprodotti, in linea con i principi dell’economia circolare.

Serve uno sforzo coordinato per rafforzare i sistemi alimentari

«Le sfide richiamate oggi – ha aggiunto il sottosegretario – richiedono un impegno coordinato dei nostri Paesi per rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari. Tutti noi abbiamo il dovere morale e politico di rispondere alle emergenze non solo con dichiarazioni di principio, ma anche con azioni urgenti e concrete, attraverso politiche sostenibili e protese al futuro delle nuove generazioni».

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