Storie Web lunedì, Luglio 27

L’utilizzo del lavoro part time scarsamente presente nel settore metalmeccanico, anche in questo biennio si attesta attorno al 3,28%, è maggiore per le donne con una percentuale pari al 12,72%. A conferma che per motivazioni familiari la compomnente femminile è spesso costretta ad un uso forzato del part time per far fronte alla gestione delle situazioni di cura. L’ultimo Rapporto Istat 2026 sottolinea che le donne svolgono, mediamente, 5 ore di lavoro familiare al giorno, facendosi carico del 68,6% dei compiti familiari, questi dati segnano fra l’altro uno dei divari di genere più alti di Europa nella ripartizione dei compiti familiari fra uomini e donne.

La contrattazione aziendale, prerogativa delle aziende medio grandi

La contrattazione aziendale anche in questo biennio, resta prerogativa delle realtà aziendali medio grandi e fa fatica ad emergere e consolidarsi nelle realtà più piccole dove, con molta probabilità, c’è anche una presenza più scarsa di delegati sindacali (RSU).

Delle 1.104 aziende oggetto dell’indagine della Fim, 928 con un totale di 314.258 lavoratori (di cui 60.230 donne) applicano il CCNL Federmeccanica-Assistal. Di queste, 370 aziende (pari al 39,87%) che occupano la maggioranza dei lavoratori (244.797 di cui 45.603 donne) ovvero il 77,90% del totale, dichiarano di avere contrattazione di secondo livello aziendale, così come le aziende che applicano il CCSL Stellantis, Ivceco, Ferrari e CNHI e che occupano 54.255 addetti (di cui 10.693 donne). Gli altri contratti del settore metalmeccanico rappresentano uno spaccato lavorativo più ridotto e in tutti emerge una netta prevalenza di assenza di contrattazione aziendale.

Tra il campione di aziende oggetto dell’indagine, 999 erogano strumenti di welfare, che coprono la maggioranza dei lavoratori (374.201 di cui 73.617 donne). Di queste aziende, 619 dichiarano di non avere contrattazione di secondo livello né aziendale né territoriale, così come nel biennio precedente, erogano quindi strumenti di welfare riconducibili esclusivamente alla contrattazione nazionale.

Tra le donne il 34,68% usa lo smart working

Sono 373 le aziende che possiedono, dentro la contrattazione aziendale, strumenti di welfare; il più diffuso resta le flessibilità oraria che riguarda il 92,16% della popolazione aziendale, il 77,20% usa lo Smart Working, il 65,8% utilizza congedi e permessi extra. La qualità del tempo e la conciliazione vita lavoro sono, per il terzo biennio consecutivo, gli strumenti maggiormente richiesti e presenti nella contrattazione.

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