Storie Web martedì, Febbraio 17
Stop ai coriandoli di plastica, inquinano per 600 anni

Il Carnevale “rappresenta un pericolo per l’ambiente a causa della diffusione crescente di coriandoli e stelle filanti realizzati in plastica”.  Lo affermano gli esperti della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), che rivolgono un appello ai sindaci di tutta Italia affinché li vietino.

Un enorme pericolo per ambiente

Se fino a qualche anno fa i beni simbolo del Carnevale, ossia coriandoli e stelle filanti, erano realizzati solo in carta, materiale che si decompone in modo piuttosto celere impiegando circa 6 settimane, oggi tali prodotti sono sempre più spesso realizzati con materiali plastici altamente inquinanti. – spiega Sima – Questo perché si cerca di rendere l’aspetto di coriandoli e stelle filanti sempre più attrattivo per i consumatori, ricorrendo a colori metallizzati o fosforescenti e coperture in glitter. Decorazioni e colorazioni che si ottengono attraverso l’uso di microplastiche le quali, terminato il periodo di festa, permangono nell’ambiente e possono impiegare anche 600 anni per decomporsi del tutto.   

Microplastiche: un rischio che riguarda anche la salute

Il rischio non è solo ambientale ma anche sanitario -evidenzia Sima – Microplastiche e nanoplastiche inquinano mare, acqua, terra e aria ed entrano nel nostro organismo attraverso gli alimenti che mangiamo, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo, mettendo a rischio le arterie con conseguente maggiore rischio di infarto o ictus, e provocando danni al sistema endocrino, respiratorio, nervoso, oltre che a quelloriproduttivo.   

“Si stima che ogni anno 11 milioni di tonnellate di plastica entrino nell’oceano, quasi 230mila tonnellate solo nel Mar Mediterraneo. – afferma il presidente Sima, Alessandro Miani -Per questo, in occasione del Carnevale, rivogliamo un appello ai sindaci di tutta Italia affinché emanino ordinanze, come fatto dal Comune di Venezia, volte a vietare l’utilizzo di coriandoli e stelle filanti in plastica sul territorio: sarà così possibile ridurre sensibilmente la produzione di rifiuti plastici che rappresentano un pericolo per il nostro ambiente e per la salute umana”. 

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