L’obiettivo della prima fase: 5 mila wafer a settimana
La disponibilità complessiva dell’acqua fornita da Sidra e quella già utilizzata dall’impianto, fino a 400 metri cubi l’ora, dovrà sostenere la prima fase dello sviluppo manifatturiero del SiC campus. Il traguardo indicato è una capacità produttiva di 5 mila wafer a settimana, prevista entro il quarto trimestre del 2028.
Per le fasi successive, però, servirà un salto ulteriore. La capacità di fornitura richiesta per gli step 2 e 3 arriva fino a 800 metri cubi l’ora e dovrà essere concordata entro settembre 2027. Sidra si è inoltre impegnata a garantire un’elevata resilienza della fornitura, elemento essenziale per un’attività industriale come quella dei semiconduttori, nella quale la continuità operativa è un requisito decisivo.
Fiom: «Chiarezza su condutture, risorse e cronoprogramma»
L’intesa viene accolta positivamente dalla Fiom Cgil, che però richiama l’attenzione sulle opere ancora necessarie per rendere effettivo e completo il piano industriale.
«L’intesa tra Sidra e STMicroelectronics era un passaggio necessario e da tempo auspicato – afferma la segretaria generale della Fiom Cgil, Rosy Scollo – ma ora occorre affrontare rapidamente le questioni ancora aperte. A partire dalle infrastrutture indispensabili per l’erogazione dell’acqua industriale: chi realizzerà le condutture, con quali risorse e secondo quale cronoprogramma».
Secondo quanto rilevato dal sindacato, le condizioni disponibili coprirebbero al momento soltanto due dei cinque step previsti dal piano industriale di StM. Ogni step corrisponde a un modulo produttivo e a un fabbricato industriale, mentre il progetto complessivo punta al completamento di tutti e cinque i moduli. La scorsa settimana le organizzazioni sindacali hanno chiesto unitariamente un incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy con STMicroelectronics. Una richiesta dalla quale attendono ora un riscontro, mentre il tema dell’acqua torna a mostrare quanto la riuscita del progetto industriale dipenda non soltanto dagli investimenti aziendali, ma anche dalla capacità del territorio di realizzare nei tempi le infrastrutture necessarie.




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