Storie Web domenica, Agosto 2

Esattamente un anno fa, il mercato italiano pesava per Stellantis quasi 250mila autovetture prodotte nel primo semestre dell’anno. Nel 2026 i volumi hanno superato le 265mila unità, guidando la fase di recupero in Europa con oltre 15mila registrazioni in più. Oltre un quarto delle 55mila immatricolazioni guadagnate da Stellantis nell’area (Ue, più Efta e Uk) fino a giugno – più di quanto abbia fatto Volkswagen – arrivano dunque dal mercato domestico. Si tratta comunque di un recupero, perché per risalire la china e tornare ai volumi del 2024 serve raddoppiare, sia in Italia che in Europa, i volumi guadagnati nel primo semestre dell’anno.

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A pagare il prezzo più alto, in termini di immatricolazioni, è stata nell’ultima fase di governo dell’ex ceo Carlos Tavares, proprio Fiat, marchio del Gruppo che ora sta registrando il recupero più deciso, mese su mese, a doppia cifra, sia in Italia – più 27,2% a giugno scorso, +29,2 nell’intero semestre – che in Ue (con Efta e Uk), +33,5% e +28,7%. Fiat, insieme a Citroen e Opel, stanno guidando la ripresa dei volumi in Europa mentre la capofila Peugeot, il marchio con i volumi più ampi – intorno al 5% di quota di mercato, in pipeline con i brand più forti dopo Volkswagen, da Audi a Renault, passando per Mercedes, senza dimenticare Toyota – fa più fatica e registra nel primo semestre dell’anno una contrazione del 3,8% nonostante una performance positiva (+8,9%) del mese di giugno.

A incidere sui volumi di vendita in Europa è la strategia più aggressiva del Gruppo sui segmenti A,B e C, strategia commerciale che si è tradotta, da un punto di vista industriale, in una spinta forte sulla piattaforma Smart Car – installata negli stabilimenti in Serbia, Spagna, Polonia e Marocco, tra gli altri – usata per produrre, tra le altre cose, modelli tra cui Grande Panda, Citroen C3 e C3 Aircross e l’ultima nata di casa Fiat, la Grizzly, assegnata allo stabilimento di Kenitra, in Marocco.

Un trend industriale che sfiora, in realtà, gli stabilimenti italiani del Gruppo, nei quali a determinare la ripresa dei volumi – più di un terzo dei volumi produttivi in aumento nel semestre secondo l’ultimo report della Fim Cisl – è soprattutto la linea di produzione della Jeep Compass a Melfi e, in parte, il secondo modello di Fiat 500 in versione ibrida a Mirafiori, che pare non portare i volumi stimati, con lo storico stabilimento chiuso per ferie fino al 24 agosto – quattro settimane invece che le due inizialmente indicate – dopo diverse giornate di fermo produttivo per ordini in calo. Ma con l’impegno dell’azienda di confermare fino a dicembre i 400 addetti in somministrazione.

La nuova stagione della famiglia delle Fiat 500 ha un orizzonte a medio-lungo termine, sembra guardare oltre il piano industriale Fastlane 2030 presentato a maggio dal ceo Antonio Filosa. Il futuro del brand però potrebbe incrociare le scelte industriali che Stellantis farà sulle nuove e-car, assegnate secondo le indicazioni del numero uno del Gruppo, Emanuele Cappellano, agli stabilimenti di Pomigliano e di Mirafiori, e tornare così in primo piano.

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