Storie Web martedì, Ottobre 6

Quanto alla Fiat 500 ibrida prodotta a Mirafiori, insieme al modello full electric, la crescita di volumi e’ decisa rispetto al 2025 ma lontana dai volumi inizialmente ipotizzati tanto che nella seconda meta’ del mese e’ previsto il ritorno della cassa integrazione alle Carrozzerie, dopo otto mesi di fine degli ammortizzatori.

Lo stabilimento di Pomigliano d’Arco con la produzione del 3° trimestre riesce a crescere di volumi rispetto ai primi 9 mesi del 2025, anche se resta il ricorso ai contratti di solidarieta’, mentre Cassino perde più di un terzo della produzione rispetto ad un 2025 già molto negativo.

Lo stabilimento di veicoli commerciali di Atessa (Abruzzo) è lo stabilimento che sviluppa i maggiori volumi produttivi (133.800 unità, pari al 39,3% della produzione italiana) e registra una crescita del 17,3% sull’anno scorso, interrompendo l’utilizzo di ammortizzatori sociali. Melfi infine recupera volumi grazie alle nuove produzioni anche se il sito lucano resta lontano dai volumi registrati in passato. La scommessa e’ di andare a pieno regime nel corso del 2027, quando tutte le nuove produzioni saranno a regime, produzioni alle quali si affianchera’ la nuova Alfa Romeo annunciata da Stellantis nei mesi scorsi.

Il 2026 dunque e’ un anno di inversione di tendenza rispetto al biennio 2024-2025, ma secondo le previsioni della Fim non si riuscira’ a raggiungere l’obiettivo del mezzo milione di veicoli prodotti in Italia, mentre l’ultimo anno nel quale in Italia sono stati fatti piu’ di un milione di mezzi, tra auto e commerciali, e’ stato il 2017 e non sembrano esserci le condizioni per arrivare a quella soglia nei prossimi anni.

Nel corso del 2026 si dovrebbe beneficiare della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della nuova Jeep Compass e della DS8. Nell’ultimo trimestre si aggiungeranno anche le nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma. La produzione di auto nel corso dell’anno dovrebbe superare le 250 mila, un dato che riporta indietro l’Italia di decenni e che risulta comunque meno positivo rispetto alle previsioni, in particolare per la flessione riscontrata nell’ultimo periodo della produzione della Fiat 500, a causa dei fermi produttivi per mancanza di materiale e per minori ordinativi che hanno portato alla richiesta di due settimane di Cig in ottobre.

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