Storie Web venerdì, Febbraio 6
Stellantis, ceo Filosa: «Business reset radicale, necessario per tornare a crescere»

Nessun aumento di capitale necessario ma un «business reset profondo», come lo definisce il ceo di Stellantis Antonio Filosa, per tornare a crescere e correggere i danni derivati da una sovrastima del ritmo della transizione energetica e da scelte sbagliate fatte in passato. Lo ribadisce il numero uno di Stellantis incontrando un gruppo di giornalisti italiani, prima della call con gli analisti. I numeri diffusi dal Gruppo in mattinata hanno messo in allarme il mercato, che ha visto scendere il titolo sotto quota 6 euro.

Filosa ha evidenziato «una serie di segnali incoraggianti» in riferimento alla ripresa dei volumi sul mercato, con le consegne cresciute del 9% nel terzo trimestre del 2025 e il portafoglio ordini in forte recupero nel 2025 negli Usa (+150% nel 2025 sul 2024) e Europa (+24%). Ha ricordato gli investimenti fatti negli Stati Uniti – 13 miliardi di dollari – e in Europa, Region che ha visto l’anno scorso il lancio di 10 nuovi modelli. «Questa revisione strategica del business serve per tornare a crescere, e per crescere dobbiamo investire» insiste. In Europa aggiunge si potrebbe fare di più, ma pesa una Regolamentazione che va contro gli interessi delle case produttrici.

Gli investimenti richiesti dalla transizione energetica e il mercato delle auto elettriche nel pantano hanno di fatto generato un corto circuito industriale e finanziario che pesa sull’intero comparto, a cui si aggiunge per il Vecchio continente una Regolamentazione troppo ambiziosa e poco chiara, che sta penalizzando, spiega Filosa, non soltanto il comparto automotive ma anche il mondo dei veicoli commerciali leggeri.

«Abbiamo accantonato mezzo miliardo nel 2025 per la questione delle multe sui soli veicoli commerciali. Si tratta di denari che potremmo trasformare in investimenti – aggiunge Filosa – La direzione indicata da Acea, l’associazione che rappresenta tutte le case produttrici europee, è molto chiara, serve una revisione importante dei target sui tagli di emissioni di CO2, perché quelli oggi previsti non sono raggiungibili, e serve dare più tempo, almeno 5 anni al comparto dei commerciali, per ridurre l’impatto delle multe previste da Bruxelles».

Se negli Stati Uniti Stellantis sta investendo per aumentare la capacità produttiva, anche a seguito dell’impatto della politica dei dazi del presidente Trump, in Europa il tema è la sovracapacità produttiva, il mercato che resta debole e la Regolamentazione. «La principale differenza tra il mercato americano e quello europeo sta proprio nella Regolamentazione – ribadisce Filosa – continueremo a investir in Ue ma potremmo fare di più ed è difficile perché le regole imposte non sono chiare e penalizzano le case europee».

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