Storie Web mercoledì, Aprile 1

Oltre ai sette firmatari originali della Dichiarazione del 19 marzo – Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda, Canada e Giappone – nelle ultime settimane si sono aggiunti numerosi altri Paesi tra cui Danimarca, Svezia, Norvegia, Estonia, Australia, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Bahrein e Emirati Arabi Uniti.

Il Regno Unito deve stringere rapporti sempre più stretti con l’Europa

L’instabilità globale causata dalla guerra in Iran dimostra che il Regno Unito deve stringere rapporti sempre più stretti con l’Europa sia sul fronte dell’economia che della difesa, ha detto Starmer. I dettagli verranno discussi a un summit con la Ue previsto per quest’estate, che avrà “obiettivi più ambiziosi” degli incontri precedenti e andrà oltre gli accordi già raggiunti in materia di commercio, energia, pesca e difesa.

«È sempre più evidente che mentre il mondo segue questo percorso imprevedibile, il nostro interesse nazionale richiede rapporti più stretti sul lungo termine con i nostri alleati in Europa», ha dichiarato il premier, avvertendo che, indipendentemente dalla lunghezza del conflitto, le conseguenze della guerra in Iran avranno un impatto duraturo.

Starmer aveva fatto di tutto per ingraziarsi il presidente Usa Donald Trump e stabilire rapporti amichevoli con lui, ma negli ultimi giorni Trump, offeso per il rifiuto di Londra di partecipare attivamente al conflitto, ha ripetutamente preso di mira il premier britannico, chiamandolo “vigliacco” e “non all’altezza di Churchill.”

Starmer ha mantenuto un dignitoso silenzio, ma le sue azioni contano più delle parole. Il premier, che nella campagna referendaria dieci anni fa si era schierato contro Brexit, sta prendendo le distanze da Washington e vuole rafforzare i legami con la Ue.

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