Storie Web giovedì, Settembre 10

A Bologna il satellite non si percepisce. Il treno è fermo nella stazione sotterranea dell’Alta Velocità e lo speed test restituisce 11,2 megabit al secondo in download, 12,2 in upload e 90 millisecondi di latenza. Ma sopra il convoglio evidentemente ci sono metri di cemento e Starlink, la rete satellitare di Space X che fa capo a Elon Musk, senza cielo, non lavora. Con lei Italo ha siglato un’intesa per avere connessioni degne di questo nome anche in viaggio.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Bastano dieci minuti e il quadro cambia. Usciti da Bologna verso Milano, il download sale a 137 Mbps, l’upload a 8,7 e la latenza scende a 69 millisecondi. Poco dopo la connessione tocca 192 Mbps. Non sono gli oltre 400 Mbps raggiunti da Italo durante quasi un anno di test sui treni a 300 chilometri orari, ma bastano per capire che il Wi-Fi ferroviario può smettere di essere la lotteria alla quale i viaggiatori si sono abituati.

Coperta oltre la metà della flotta

La promessa dell’operatore ferroviario che fa capo al Gruppo Msc è che tutto questo diventi realtà garantita ai viaggiatori Italo, su qualsiasi treno e in qualsiasi parte d’Italia. «Entro fine anno risulteranno coperti 45 treni su 51. A marzo avremo completato il lavoro sull’intera flotta», dice Gianbattista La Rocca, amministratore delegato di Italo, parlando al Sole 24 Ore. Oggi i convogli equipaggiati sono 19; entro fine settembre diventeranno 27, oltre metà della flotta. Poi l’accelerazione: 45 entro dicembre e tutti i 51 treni attualmente disponibili a marzo 2027. I nuovi saranno nativamente predisposti, come i treni Siemens destinati alla Germania.

Connessione in viaggio

Di base c’è un nodo che nessuno può nascondere: la qualità della connessione, emblema di uno dei piccoli grandi paradossi della mobilità italiana: viaggiare velocissimi e, contemporaneamente, avere una connessione Internet che non sempre (forse è meglio dire “raramente”) riesce a tenere il passo.

L’intesa fra Italo e Starlink ha, come detto, l’ambizione di mandare tutto questo in soffitta. «L’investimento tecnologico di connessione ha avuto un costo di poco superiore a 10 milioni come installazioni sui treni», precisa La Rocca. A questi si aggiungono «qualche milione di euro all’anno» fra servizio e manutenzione. La connessione non si paga: serve ad alzare la qualità e ad attrarre soprattutto business e turismo internazionale.

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