Storie Web martedì, Gennaio 6
ST Micro, innovazione e diversità devono andare di pari passo

«I temi della diversità e inclusione sono parte dei nostri pilastri fin dalla costituzione della società nel 1987. Crediamo che l’innovazione vada di pari passo con la diversità, con una rete di iniziative che non si sviluppa solo all’interno dell’azienda ma anche all’esterno, nella società». Il responsabile HR di STMicroelectronics, Luca Civitico, spiega così il percorso che ha portato la società italiana del gruppo a ottenere la certificazione sulla parità di genere, rilasciata da DNV, rafforzando il proprio posizionamento sui temi di diversità, equità e inclusione in un settore, quello dei semiconduttori, tradizionalmente caratterizzato da una forte presenza maschile.

Innovazione e diversità

Il gruppo conta complessivamente circa 50mila dipendenti a livello globale, di cui 12.700 in Italia. Le sedi nel nostro Paese sono 13, comprese Agrate e Catania, con 11 stabilimenti distribuiti da Aosta a Palermo, spesso localizzati in prossimità di poli universitari. L’organizzazione si articola in due macroaree principali: ricerca e produzione. Nel complesso circa il 50% della popolazione aziendale è laureata, con un forte riferimento alle discipline STEM, in particolare ingegneria elettronica, ma anche fisica e chimica.

«L’innovazione è al centro di ogni attività. Nell’accordo sindacale di secondo livello abbiamo, tra gli indicatori, anche il numero delle proposte di brevetto: nel 2025 ne abbiamo registrati in Italia circa 600 proposte di brevetto a testimonianza della propositività dei nostri ricercatori», commenta Civitico, che precisa: «La popolazione femminile è il 23% in Italia, in crescita anche per la crescita dei bacini di riferimento delle lauree STEM (ingegneria, fisica e chimica) per noi fondamentali. Lo spirito della certificazione è di progredire e migliorare: in primis con processi di reclutamento con particolare focalizzazione alla popolazione femminile, ma in senso più ampio per implementare il loro numero al nostro interno».

Un impegno che passa anche dal contrasto ai pregiudizi culturali. «È importante l’attività a favore delle STEM contro il pregiudizio che considera la carriera STEM non adatta alle donne: per questo realizziamo circa 200 eventi all’anno che coinvolgono 18mila studenti, dalle elementari all’università. Abbiamo come testimonial un numero consistente di donne manager che possono raccontare le loro storie di successo e costituire degli esempi positivi e di ispirazione per le giovani».

Sulle politiche di selezione, Civitico chiarisce: «In generale non ci piace il concetto della quota: i percorsi di sviluppo e carriera sono per tutti basati sulle competenze e le capacità di generare risultati. Tuttavia, se vogliamo incrementare il numero delle donne, prevediamo una quota minima all’interno della selezione: non meno del 30% nei nuovi ingressi devono essere di genere femminile. Oggi abbiamo un 25% di donne tra gli operai con l’attività produttiva del gruppo che si svolge a ciclo continuo, sette giorni su sette e 24 ore al giorno. Fra i dirigenti la percentuale femminile è al 17%, dato piuttosto interessante considerando la percentuale aziendale della popolazione femminile».

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