Storie Web mercoledì, Marzo 4

Cresce il numero dei pensionati italiani che si trasferiscono all’estero. Gli ultimi dati sono contenuti nella memoria depositata dall’Inps dopo l’audizione in commissione Finanze del Senato sul Ddl che propone incentivi fiscali per il rientro dei pensionati in Italia.Dal 2018 al 2025, rileva l’Inps, si è assistito ad una crescita dei pensionati italiani che, avendo maturato i requisiti esclusivamente in Italia, si sono trasferiti all’estero dopo l’ultima contribuzione e fruiscono del trattamento pensionistico all’estero. Si tratta di un fenomeno che si evidenzia soprattutto in direzione dei Paesi Ue, e che compensa la lieve riduzione nello stock di coloro che ricevono il pagamento in Paesi extra-UE.

I Paesi preferiti

L’Inps traccia poi la mappa dei Paesi scelti dai pensionati. Rilevando come negli ultimi otto anni vi sia stato un notevole rimescolamento delle destinazioni preferite, dovuto principalmente al mutamento delle convenienze economiche, probabilmente imputabili alle fluttuazioni dei tassi di cambio e del conseguente costo della vita nei diversi Paesi ospitanti, o all’adozione, da parte di alcuni di essi, di politiche fiscali particolarmente favorevoli (nei confronti dei pensionati o, più in generale, di chiunque decida di trasferirsi).A fronte di una riduzione del 40% dei pensionati che ricevono il pagamento negli Stati Uniti d’America, e di oltre il 50% in Australia e Canada, si è assistito a una crescita molto importante (+75%) della Spagna (che ormai costituisce la destinazione di gran lunga preferita), del Portogallo (+144%) e della Tunisia (+255%).

Il caso Portogallo

In particolare, il Portogallo ha fatto registrare una crescita esponenziale dal 2018 al 2021 (+172%), ma con il venir meno degli incentivi ha ridotto la sua attrattività, facendo registrare una diminuzione del numero dei nostri connazionali pensionati nel quadriennio successivo (-11%). Al contrario la Spagna e la Tunisia continuano a registrare una crescita continua. Emergono inoltre (anche se non figurano ancora tra i Paesi più importanti) alcune destinazioni della sponda orientale dell’Adriatico, come la Romania e l’Albania.

Incentivi per il rientro

Per invertire questo trend, l’Inps valuta positivamente un intervento normativo che sia indirizzato al ripopolamento delle aree interne del Paese, specialmente con attenzione ai piccoli comuni. Quanto agli effetti finanziari complessivi, secondo l’Istituto, la proposta di legge sugli incentivi fiscali per il rientro in Italia dei pensionati non produce un impatto negativo per la finanza pubblica. «Gli effetti positivi sul gettito determinati dalla tassazione agevolata dei redditi dei soggetti che decidono il rientro in Italia, in conseguenza della norma e che non sarebbero rientrati in assenza di questa disposizione normativa – scrive l’Inps – appaiono più che adeguati a compensare gli eventuali modesti effetti negativi riscontrabili sul tendenziale».

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