Storie Web domenica, Luglio 5

La competizione turistica tra mete del Mediterraneo ha avuto finora due tempi distinti: nei primi mesi dell’anno (gennaio-maggio), l’Italia è stata l’unica destinazione ad aumentare in modo netto la propria quota di mercato sui biglietti aerei rispetto al 2025, con una crescita del 5% su base annua; la Grecia, al contrario, è stato l’unico mercato in contrazione nel periodo (-1,86%). Guardando invece alle prenotazioni estive (giugno-settembre), il quadro è molto diverso: il paese ellenico ribalta completamente la tendenza dei mesi precedenti e diventa il secondo mercato in maggiore crescita (+4,1%) dopo la Spagna, aspirando a ritoccare il proprio primato storico dello scorso anno quando ha accolto complessivamente 37,98 milioni di turisti. L’Italia comunque piazza +3,65% di biglietti venduti.

La fotografia dei flussi turistici europei è frutto dell’elaborazione di Sojern per Il Sole 24 Ore. «La Spagna – spiega Luca Romozzi, direttore commerciale per l’Europa della piattaforma con sede a San Francisco – si conferma leader assoluto, con la crescita più marcata sia in volume (+4,8%) che in quota di mercato (+0,9%)». Un’ulteriore conferma dopo il record di turisti nei primi cinque mesi del 2026 con oltre 36,8 milioni di arrivi. «La Francia – sottolinea ancora Romozzi – diventa il mercato in maggiore difficoltà del periodo estivo». Un segnale negativo per una meta che si fregia del titolo di «Paese più visitato al mondo» (102 milioni di turisti stranieri accolti nel 2025 e introiti pari a 77,5 miliardi di euro). Nel campionato turistico del Mare Nostrum chiude il quartetto il Portogallo che «resta sostanzialmente stabile».

Un confronto con i principali Paesi competitor italiani arriva anche dai dati dell’ufficio studi del ministero del Turismo che per tutto il periodo estivo mostrano per l’Italia un tasso di saturazione Ota (Online travel agency) del 51,2%, superiore a quello della Spagna (42,8%) e della Francia (32,9%). La tariffa media nel Belpaese è di 153 euro, posizione intermedia tra Francia (134 euro) e Spagna (195 euro). Da notare che, secondo i dati Sojern, sul fronte hotel gli Stati Uniti hanno dominato le ricerche le ricerche di giugno con il 34%, più del triplo della Francia (9,1%). La quota di ospiti statunitensi prenotati negli alberghi italiani per l’intera estate è la più alta tra i paesi mediterranei: 26,3% (quasi il doppio rispetto alla Spagna).

La clientela internazionale è quella più importante dal punto di vista economico per la forte capacità di spesa. I turisti stranieri in questo segmento molto spesso scelgono hotel a 4 e 5 stelle, l’Italia entro il 2028 avrà un’offerta con 900 hotel di lusso, hanno una permanenza ben sopra la media, amano le specialità e le esperienze enogastronomiche, si dedicano allo shopping e, soprattutto, hanno importanti ricadute economiche ed occupazionali sul territorio.

Una ghiotta opportunità per i tour operator specializzati nell’incoming. «I principali mercati di provenienza dei nostri clienti sono le Americhe, il Regno Unito, Francia e Australia – racconta Vincenzo Emprin, Ceo di ItalyScape, società specializzata nell’incoming -. Ci chiedono viaggi su misura, esperienziali e le mete principali restano il lago di Como, la Costiera Amalfitana, la Toscana, Puglia e le principali città d’arte. Si regista un aumento delle richieste per il Piemonte, le Dolomiti e la Sardegna».

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