Storie Web mercoledì, Aprile 15

Diventa operativa in Sicilia la misura sul cosiddetto South working pensata per favorire il rientro o la permanenza nell’Isola di lavoratori siciliani assunti da aziende con sede nel resto d’Italia o all’estero. È stato infatti pubblicato sul sito di Irfis-FinSicilia l’avviso per la concessione degli incentivi previsti dalla Legge regionale 1 dello scorso gennaio, fortemente voluta dal governo della Regione siciliana guidato da Renato Schifani.

A chi si rivolge la misura

L’intervento punta a utilizzare le opportunità offerte dal lavoro agile per contrastare la fuga di competenze e offrire a professionisti e giovani lavoratori la possibilità di vivere in Sicilia pur mantenendo un rapporto di lavoro con imprese che operano fuori dall’Isola, anche in Paesi extra Ue. A gestire la misura sarà Irfis-FinSicilia, che curerà l’istruttoria delle domande, l’erogazione delle agevolazioni e i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni contenute nelle istanze.

«Vogliamo sfruttare le possibilità offerte dalle nuove tecnologie informatiche e digitali – dice il presidente della Regione Renato Schifani, che ha anche l’interim del Lavoro – per fare in modo che tante giovani risorse siciliane, andate all’estero per inseguire la loro vocazione professionale, possano tornare e svolgere qui il loro lavoro, ma anche per evitare che altri vadano via per lo stesso motivo. Consentiamo loro di lavorare in Sicilia mantenendo il rapporto con la propria azienda con sede fuori dall’Isola o all’estero».

Quando fare domanda

Le domande potranno essere presentate a partire dalle 12 del 30 giugno attraverso la piattaforma informatica dedicata, accessibile dal portale di Irfis, e saranno accolte fino a esaurimento delle risorse disponibili. Possono partecipare le imprese con unità produttiva situata nell’Unione europea oppure in uno Stato extra Ue, purché in possesso dei requisiti previsti dall’avviso.

Il contributo previsto è pari a 30mila euro per ciascun lavoratore, distribuito nell’arco di cinque anni con quote annuali da 6mila euro. Le aziende, con unità produttive fuori dalla Sicilia, devono avere effettuato dopo il 9 gennaio 2026 nuove assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori siciliani oppure trasformato contratti a termine in rapporti stabili. Alla data della concessione del contributo, il lavoratore dovrà risultare residente in Sicilia.

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