
Il sole da qualche mese ci stupisce con la sua attività. Si sono viste, anche poche settimane fa, parecchie belle aurore boreali addirittura fino alle latitudini delle nostre Alpi e Prealpi, fino al Lago di Garda per avere un’idea. È vero che in questi mesi è al massimo di attività del suo ciclo di 22 anni, ma l’attività è comunque notevole, superiore a quanto forse ci si aspettava.
Anche in queste ore si è verificato un blackout radio sulla Terra, dovuto a un’eruzione solare di tipo X, la più energetica, e questo mentre una gigantesca macchia solare, che si può vedere addirittura anche a occhio nudo, continua ad allargarsi mentre si sposta sulla superfice solare, ruotando col sole stesso. Come sempre i problemi di trasmissione radio sono stati localizzati in aree vaste ma delimitate, in questo caso Africa occidentale ed Europa meridionale, e si sono fortunatamente risolte senza creare danni.
L’emissione di grandi quantità di gas ad altissima temperatura dal Sole – parliamo di lingue di materiale larghe decine di migliaia di chilometri o più e lunghe anche un milione di chilometri o più – è accompagnata dalla emissione di vento solare, particelle con molta energia lanciate nello spazio ad alta velocità e accompagnate da emissioni di radiazione elettromagnetica.
Le particelle, a differenza della radiazione, impiegano ore ad arrivare da noi e scontrarsi con l’atmosfera. Per fortuna la nostra l’atmosfera, il sottile strato di gas vari fra cui l’ossigeno che ci circonda, e anche il campo magnetico terrestre ci fanno da scudo, assorbendo o deviando le particelle. Senza atmosfera non potremmo vivere proprio, e non solo perché non respireremmo, ma perché le particelle del vento solare, e altro, ci ammazzerebbero. Sulla Luna e su Marte, che non hanno atmosfera (la Luna) o ne hanno una estremamente rarefatta (Marte), il problema di proteggere gli eventuali astronauti esiste ed è formidabile. Le aurore si producono perché il campo magnetico terrestre, soprattutto ai poli, è più debole per la sua conformazione e a volte lascia passare le particelle energetiche che eccitano le molecole di atmosfera.
Sembra quasi una disgrazia essere dove siamo, ma non lo è: teniamo conto, infatti, che il nostro Sole è una stella non grande ed estremamente tranquilla, in una zona della Galassia piuttosto periferica. Insomma, siamo in realtà un caso fortunato fra i tanti miliardi di stelle che esplodono, ruotano vorticosamente anche attorno ad altre stelle o vivono in zone molto dense e pericolose, per esempio per la esistenza di un buco nero che le attrae in modo fatale.









