C’è un colore che in Italia non ha bisogno di presentazioni: basta nominarlo, e prima ancora del nome si sente il rombo. Da venerdì 20 marzo quel rosso approda su Sky Documentaries con “Sognando Rosso”, il documentario dedicato a Luca Cordero di Montezemolo, disponibile dal 27 marzo in streaming su Now e su Sky Sport Arena. Prodotto da Jiva Maya e Religion of Sports e con la distribuzione internazionale di Fremantle, “Sognando Rosso” non è soltanto il ritratto di un ex presidente Ferrari. È il racconto di un uomo che ha attraversato snodi decisivi dell’industria, dello sport e dell’immaginario nazionale.
Diretto, scritto e prodotto da Manish Pandey, autore di “Senna” e codiretto da Christopher M. Armstrong, il film mette in moto Chris Harris, volto noto di Top Gear, lungo i luoghi della vita di Montezemolo: Roma, Bologna, le colline, la Ferrari, dai giorni di Enzo Ferrari ai mondiali di Niki Lauda e Michael Schumacher. Il documentario mescola repertorio, immagini rare e conversazioni.
Luca Cordero di Montezemolo non si sottrae al racconto. Sul Sole 24 Ore dello scorso 25 settembre, in occasione della prima assoluta per il Regno Unito, spiegava: «È un film molto particolare che mette insieme i miei ricordi e i miei pensieri con belle immagini e filmati di repertorio». E aggiungeva: «Ripercorre tutte le tappe più importanti della mia vita. Nel bene e nel male, ci ho messo sempre la faccia». Dentro questa frase c’è già molto del personaggio: la centralità dell’io, certo, ma anche l’idea che dirigere significhi esporsi, assumere su di sé il peso delle scelte.
Il punto, però, è che “Sognando Rosso” non resta chiuso nel recinto ferrarista. La Ferrari è il baricentro, ma attorno scorrono Azzurra, Italia ’90, Italo, una biografia manageriale che diventa racconto di un certo capitalismo italiano. Nella traiettoria evocata dal film, Montezemolo è l’uomo scelto da Enzo Ferrari nel 1973, ha supervisionato il Campionato Mondiale di Niki Lauda nel 1975 e ha gettato le basi per il ritorno al dominio della Ferrari, assumendone la guida nel 1991 e raggiungendo il rilancio sportivo, prima, e la trasformazione dell’azienda – poi – in un marchio globale del lusso.
A ogni modo il film prova ad allargare il profilo: non solo il capo della Rossa, bensì un interprete di un’Italia che per anni ha pensato in grande. Del resto Montezemolo ha ricoperto la carica di presidente di Fiat, Maserati e Alitalia, ha guidato il Comitato Organizzatore delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 e ha guidato Confindustria fra il 2004 e il 2008.













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