Se la contendono in due. E d’altra parte Trevifin, dopo anni difficili, ha raggiunto l’equilibrio finanziario (anche grazie a un aumento di capitale da circa 100 milioni concluso a fine giugno 2026, che ha consentito di completare la manovra finanziaria annunciata al mercato nello scorso mese di marzo), e può ora “capitalizzare” la sua 13.ma posizione fra le Top 200 imprese di costruzioni in Italia secondo la classifica della società specializzata Guamari Srl (basata sui dati 2024).
Ma molto probabilmente non lo farà da sola, visto che sulla società sono state lanciate due offerte concorrenti: un’Offerta Pubblica di Scambio da parte di Icop della famiglia Petrucco (approdata all’Euronext Milan dall’Euronext Growth Milan il 4 settembre 2026), in ragione di 0,133 azioni Icop di nuova emissione per ogni azione Trevifin, e un’Offerta Pubblica di Acquisto “cash” da parte del colosso Webuild in ragione di 4,5 euro per ogni azione Trevifin. Entrambe le offerte sono tendenzialmente finalizzate al successivo delisting di Trevifin con incorporazione nel gruppo offerente.
I numeri
Trevifin ha chiuso il primo semestre 2026 con risultati in lieve calo, ma positivi: i ricavi complessivi sono scesi del 13,2% a 270,9 milioni, l’ebitda del 10,3% a circa 39 milioni (su base ricorrente -9,7% a 10,9 milioni), l’ebit del 10,9% a 24,5 milioni e l’utile netto del 5,1% a 5,8 milioni. In particolare la Divisione Trevi (fondazioni speciali) ha visto scendere i ricavi del 13,7% a 224,8 e l’ebitda ricorrente del 15,9% a 36,1 milioni e la Divisione Soilmec (macchinari per l’ingegneria del sottosuolo) ha evidenziato una flessione del fatturato pari al 10,7% a 56,2 milioni mentre l’ebitda ricorrente è salito del 12,8% a 5,3 milioni.
Va qui ricordato che la marginalità della Divisione Trevi (in termini di ebitda ricorrente) è pari a circa il 16% mentre quella della Divisione Soilmec è del 9,4% (anche se in miglioramento rispetto al 7,5% del primo semestre 2025 grazie alle azioni di efficientamento intraprese e allo sviluppo di nuovi prodotti).
Trattandosi di un gruppo che lavora su commessa le guidance numeriche puntuali non sono sempre facili da elaborare, ma il management Trevifin ha indicato per l’intero esercizio 2026 ricavi fra 640 e 670 milioni, un ebitda ricorrente di 70 – 80 milioni e un indebitamento finanziario netto fra 90 e 100 milioni (sostanzialmente in linea con i 92,1 milioni al 30/6/2026, che davano luogo a un rapporto Debt/Equity pari a 0,38 volte, quindi decisamente contenuto, ma che soprattutto si confronta con i 187,4 milioni di fine 2024 ante aumento di capitale). Anche grazie a queste performance Trevifin è stata inclusa nell’indice Intermonte Valore Italia delle Pmi selezionate in base a criteri di qualità e best practice.












