Storie Web giovedì, Febbraio 5
Situazione sfidante per i dazi

Nessuna sorpresa dalla prima riunione del 2026 del Consiglio direttivo della Bce, che ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento motivando la decisione con la conferma di un’inflazione che “dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2% a medio termine”. I tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno pertanto invariati al 2,00%, al 2,15% e al 2,40%, rispettivamente.

L’economia dell’Eurozona – si spiega nel comunicato conclusivo della riunione – “continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale. Il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, l’esecuzione graduale della spesa pubblica per difesa e infrastrutture, insieme agli effetti favorevoli derivanti dalle passate riduzioni dei tassi di interesse, stanno sostenendo la crescita. Al tempo stesso, le prospettive sono ancora incerte, soprattutto a causa dell’indeterminatezza delle politiche commerciali e delle tensioni geopolitiche in atto a livello mondiale”.

Il Consiglio direttivo conferma poi la volontà di seguire “un approccio guidato dai dati, in base al quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”.

Lagarde: “Abbiamo discusso del cambio euro-dollaro, situazione sfidante a causa dei dazi, manifatturiero resiliente”

Con i membri del Consiglio Bce, nella riunione fra ieri e oggi, “abbiamo discusso” del cambio euro/dollaro e “abbiamo osservato collettivamente che il dollaro si è deprezzato dal marzo scorso” mentre “dall’estate 2025 fluttua in un range” ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde precisando che sui tassi la decisione del Consiglio è stata “unanime”. La conclusione – ha detto Lagarde – è stata che “l’impatto dell’apprezzamento dell’euro è già incorporato nelle nostre stime centrali” e che “il range attuale del cambio è perfettamente in linea con la media complessiva da quando esiste l’euro”, puntualizzando che un euro più forte “potrebbe abbassare l’inflazione oltre le aspettative”.

La situazione sul piano commerciale è sfidante “a causa dei dazi e della forza dell’euro” ha poi chiarito la presidente della Bce nella conferenza stampa dopo il Consiglio direttivo a Francoforte. Lagarde ha notato che la crescita è trainata dai servizi, ma il settore manifatturiero si dimostra “resiliente”.

“Direi che siamo ben posizionati e che l’inflazione è ben posizionata” ha infine ricordato Lagarde ribadendo la formula usata nei mesi scorsi sui tassi al 2%, nonostante il calo dell’inflazione dell’area euro all’1,7% a gennaio che aveva fatto pensare ci sarebbe stata una diversa formulazione. “Non possiamo essere ostaggio di un singolo dato sull’inflazione” ha detto la presidente della Bce. “Guardando al target di medio termine siamo al 2% sul 2027 e il 2028” ha concluso.

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