Storie Web venerdì, Gennaio 16
Signorvino investe ancora: previste altre quindici aperture nei prossimi due anni

In un momento non certo tra i più floridi sia per il consumo di vino sia per i pasti fuori casa, Signorvino, che coniuga proprio enoteca e ristorazione, continua a investire in aperture, rinnovando una formula che punta su nuovi modelli di convivialità. Format fondato nel 2012 dal patron del Gruppo Oniverse Sandro Veronesi, a cui si è poi aggiunto il progetto Oniwines che oggi controlla 6 cantine, Signorvino ha fatturato 85,7 milioni (+17,5%) nel 2024 e il 2025 dovrebbe chiudere a 90. Oggi i locali sono 42 (32 in gestione diretta, tra cui i due all’estero di Parigi e Praga).

Dopo sei aperture negli ultimi due anni ora i piani ne prevedono altre 15 (circa) nei prossimi due, di cui sette già programmate per il 2026: a Roma in zona Ara Pacis, poi a Napoli (in centro e poi a Marcianise), Firenze, Torino, Udine, Erbusco (in Franciacorta). Il “re-opening” del primo storico locale è avvenuto un paio di settimane fa e ora, unico caso tra le insegne della catena, ingloba il nome della città: «Signorvino Milano Duomo non è una semplice ristrutturazione, ma l’inizio di una nuova storia: è completamente rinnovato, con un’enoteca ampliata e uno spazio esterno in Corso Vittorio Emanuele per un totale di 180 coperti che offriranno un menù ampliato e dedicato», racconta l’ad Federico Veronesi.

Come mai avete deciso di accelerare nonostante la crisi? «Non si può negare che il momento non è semplice, anche noi lo vediamo e non ne siamo certo immuni – commenta Veronesi –. I motivi sono tanti, dall’allarme salutista al calo del poter d’acquisto, dalla poca voglia di festeggiare a causa delle guerre ai timori dei clienti per le sanzioni inasprite del codice della strada, che si uniscono a quello dei produttori per i dazi. Ma certo non smettiamo di credere nel mondo del vino e ritengo che dopo la crisi possa seguire una fase di rinascita e di cambiamento. Non bisogna pensare a un ritorno al passato, ma provare modelli e visioni diverse». In che modo? «Noi proponiamo un approccio più diretto, immediato seppur non banale. Proviamo a essere più vicini alle nuove esigenze del cliente, con una comunicazione immediata e comprensibile, ma anche con prezzi più accessibili», dice Veronesi.

Tra gli obiettivi il maggior coinvolgimento dei giovani che se è vero che bevono poco in casa, sono anche estremamente coinvolti nel consumo fuori casa (il 67% frequenta regolarmente i locali ogni settimana, fonte Cga by Niq e World Data Lab) e incarnano una generazione caratterizzata da un “social exhibitionism”: la scelta del locale e del beverage è sempre più guidata «dall’estetica e dall’“instagrammabilità” di ambienti e prodotti», con il 41% della Gen Z sceglie le bevande in funzione del loro impatto visivo sui social.

Anche per questo il format di Signorvino cerca nuove strade per evolversi come aperitivi con dj set e showcooking. «Qualsiasi tipo di format deve saper adattarsi ai tempi – continua l’ad – . Vogliamo creare ancora più esperienzialità. Il locale di Milano è un test, con un posizionamento premium, ma non tutti i locali hanno la stessa proposta, che viene modulata in base alla location». Gli eventi giocano un ruolo fondamentale. «È un momento in cui un cliente, spesso giovane, può venire da noi spendendo il giusto, avere qualche piccola nozione sul vino, ma in un contesto divertente che rimette il vino al centro assieme alla proposta gastronomica».

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