Le reti di trasmissione elettrica, un tempo statiche e legate alla generazione tradizionale, stanno diventando sempre più flessibili, efficienti e capaci di supportare la transizione verde. Al centro di questa trasformazione c’è l’Hvdc (High Voltage Direct Current), la tecnologia in corrente continua che permette di trasportare grandi quantità di energia su lunghe distanze, riducendo al minimo le perdite. Una rivoluzione che vede protagonista l’industria italiana, grazie alla leadership di Prysmian, che sta cambiando le regole del gioco posando elettrodotti sottomarini a profondità sempre maggiori. «Pensiamo al record mondiale di profondità per l’installazione di cavi sottomarini del Tyrrhenian Link a 2.150 metri, con cui abbiamo stabilito, insieme a Terna, il nuovo standard globale. Questo è particolarmente importante perché apre nuove rotte nelle aree più profonde del Mediterraneo, che in precedenza erano off-limits, e pone l’Italia al centro delle connessioni energetiche del Mediterraneo», spiega Raul Gil, transmission executive vice president di Prysmian. Anche le distanze collegate si allungano sempre più, grazie alle navi posacavi sempre più sofisticate, come l’ultima nata in casa Prysmian, “Monna Lisa”, che debutta sul mercato questa primavera. A oggi è Viking Link, fra Regno Unito e Danimarca, il più lungo cavidotto Hvdc del mondo: comprende 1.400 chilometri di cavi, di cui 1.250 chilometri per il percorso sottomarino e il resto di cavi terrestri sul lato britannico. Neu Connect, fra il Regno Unito e la Germania, lo affiancherà sul podio degli elettrodotti più lunghi nel 2027. E molti altri ne seguiranno.
Cavi dinamici per l’eolico offshore galleggiante
Sempre nei cavi sottomarini, Prysmian sta spingendo i confini della tecnologia con una delle innovazioni più promettenti: i cavi dinamici per l’eolico offshore galleggiante. L’idea è semplice e visionaria al tempo stesso: se fino a poco tempo fa i parchi eolici erano vincolati ai fondali marini più bassi, oggi grazie alle turbine galleggianti si possono installare in acque più profonde, dove i venti sono più forti e costanti. Ma c’è un problema: servono cavi capaci di resistere al movimento incessante delle onde. «L’innovazione che abbiamo raggiunto con i nostri cavi dinamici per l’eolico offshore galleggiante è molto importante perché aumenta l’efficienza e l’affidabilità, aprendo l’accesso a nuove aree più ventose. In Italia, per esempio, questo potrebbe offrire un enorme potenziale intorno alle coste della Puglia, della Sicilia e della Sardegna», fa notare Gil.
Grandi corridoi elettrici
La rivoluzione dei cavi di trasmissione in corrente continua si applica anche alla terraferma. State Grid Corporation of China sta investendo miliardi di dollari per sviluppare progetti Hvdc in grado di collegare le immense risorse rinnovabili della Cina occidentale con le città della costa e in Germania sono in costruzione tre grandi corridoi elettrici interrati per trasportare i terawattora di energia eolica offshore prodotti nel Mare del Nord ai centri di consumo nel Sud-Ovest del Paese. Hitachi Energy sta costruendo quattro grandi stazioni di conversione per il “Korridor B”, che trasporterà l’energia eolica dal Nord del Paese al cuore industriale della Ruhr. E GE Vernova ha appena aperto un centro specializzato in Hvdc a Berlino.
Fibra ottica integrata
Queste innovazioni stanno riscrivendo le regole del mercato e accelerando il passaggio a un sistema elettrico sempre più sostenibile, ma dopo gli “incidenti” nel Baltico – dove il giorno di Natale dell’anno scorso la petroliera cinese “Eagle S” ha tranciato di netto il cavo d’interconnessione elettrica Finlandia-Estonia Estlink 2 e altri cinque cavi di telecomunicazioni tra Finlandia e Germania – si fa sempre più pressante il problema della sicurezza. Servono soluzioni di monitoraggio e una delle innovazioni più interessanti arriva proprio da Prysmian, che ha introdotto fibre ottiche integrate nei cavi Hvdc per sorvegliare in tempo reale il loro stato di salute. «Nei nostri cavi includiamo anche fibre ottiche per il monitoraggio dei sistemi e mettiamo a disposizione le nostre competenze per l’ispezione, manutenzione e riparazione. Questo è un aspetto estremamente attuale e strategico, perché gli investimenti che si fanno oggi in questa tecnologia stanno sbloccando non solo nuove forme di energia necessarie, ma stanno rendendo la sicurezza energetica dell’Europa più rapida ed efficiente», sottolinea Gil. La rete di trasmissione diventa così sempre più smart e capace di segnalare immediatamente i problemi per consentire interventi rapidi in caso d’emergenza. Un punto importante a favore di una tecnologia che non solo supporta la transizione energetica, ma apre grandi opportunità di sviluppo per l’industria europea.