Storie Web venerdì, Aprile 4
Notiziario

Sicurezza, si accelera. Al Consiglio dei ministri di venerdì 4 aprile è atteso un corposo decreto legge che recepisce moltissime norme del disegno di legge pronto per l’Aula del Senato, ma costretto alla terza lettura alla Camera. Per evitare il rischio di nuovi pantani, il Governo ha dunque deciso di rompere gli indugi e percorrere fino in fondo la strada del “Dl stralcio” ipotizzata la settimana scorsa. Lo stralcio, però, sarà più ampio di quanto ipotizzato in prima battuta.

Perché il provvedimento dovrebbe ricalcare gran parte del Ddl, recependo naturalmente i correttivi emersi come indispensabili nell’interlocuzione con il Quirinale sui punti più sensibili: la cancellazione del divieto di carcere per le madri con figli sotto l’anno di età, l’inclusione della resistenza passiva tra le condotte che integrano il nuovo reato di rivolta in carcere, lo stop alla vendita di Sim ai migranti che non esibiscono un titolo di soggiorno valido.

Nel nuovo decreto il pacchetto a tutela delle forze dell’ordine

Modifiche indispensabili a parte, nel nuovo decreto dovrebbero confluire tutte le altre principali novità, a cominciare dal pacchetto a tutela delle forze dell’ordine che mette d’accordo tutti i partiti della maggioranza. L’intesa politica c’è: la Lega potrà rivendicare la corsia veloce, Forza Italia l’ammorbidimento delle norme più indigeste. In sessanta giorni la conversione dovrà andare in porto. E il Ddl? Se tutto andrà secondo i piani, finirà su un binario morto.

M5s: no a qualsiasi decreto che delegittima Parlamento, saranno barricate

«Sembra che il governo, forse già domani, intenda approvare un decreto legge che recepisca in toto o in parte i contenuti del Disegno di legge sicurezza – affermano in una nota le capogruppo M5S nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia del Senato Alessandra Maiorino e Ada Lopreiato -. Lo diciamo subito e molto chiaramente: il governo non deve nemmeno pensarci, sarebbe di enorme gravità nel metodo e nel merito, l’opposizione parlamentare e nelle piazze sarebbe più dura di sempre. È inaccettabile anche solo l’ipotesi che si approvino con l’ennesimo decreto legge tutte, o anche solo alcune delle norme liberticide e repressive contenute nel Ddl. Altrettanto grave è che lo si faccia per aggirare la battaglia parlamentare che le opposizioni stanno portando avanti da mesi, ottenendo anche i primi risultati. Il colpo di mano arriverebbe addirittura dopo che la Camera ha lavorato a lungo al Ddl e prima che l’aula del Senato e di nuovo la Camera, ne discutano. Se arriverà un decreto, le barricate fatte fino a oggi potranno solo essere più dure. In Parlamento abbiamo anche evidenziato l’incapacità delle forze di centrodestra nel gestire contenuti e procedure di esame del provvedimento. Non se la caveranno con un decreto. Forse il governo ha allergie verso la democrazia, il Parlamento e i principi costituzionali, ma le istituzioni repubblicane e le forze politiche di opposizione non gli consentiranno alcun colpo di mano».

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