Storie Web martedì, Maggio 12

Meno esperienze confuse, più proposte vendibili

Il salto non consiste nel moltiplicare esperienze, ma nel renderle leggibili: standard, signature, premium; formule per coppie, wine lover, gruppi e visitatori internazionali. Il premium non può essere solo “più vino”: deve significare più tempo, più racconto, più comfort, più esclusività.

Accessibilità e sostenibilità, i due nodi operativi

Restano due nodi operativi. Il primo è l’accessibilità: per un pubblico straniero, il tragitto dall’aeroporto alla cantina è parte dell’offerta. Se il transfer è costoso o poco chiaro, la prenotazione può saltare. Il secondo è la sostenibilità: l’86,7% delle cantine produce energia da fonti rinnovabili, l’88% non usa plastica monouso nel servizio al cliente, circa sette aziende su dieci utilizzano bottiglie leggere. Ma se il visitatore non vede queste scelte, la sostenibilità resta una buona pratica interna.

La Generazione Z non è lontana dal vino

Dentro questo scenario entra il tema delle nuove generazioni. La ricerca dell’Osservatorio Giovani & Vino, realizzata dal Behavior & Brain Lab dell’Università Iulm di Milano con referente scientifico il professor Vincenzo Russo, direttore del laboratorio, smonta l’idea di una Generazione Z lontana dal vino. Il 51% dei giovani italiani tra 20 e 24 anni beve vino: è il dato più alto mai registrato per questa fascia d’età, secondo l’elaborazione Istat de “I Numeri del Vino”. Dal 2013 al 2024 la quota è salita dal 42% al 51%.

La cantina come nuovo luogo di educazione al consumo

L’indagine, condotta su 800 giovani consumatori di vino tra 18 e 25 anni con metodologia Cawi e integrata con eye-tracking, Eeg e misurazioni psicofisiologiche, dice che il fattore più forte nell’acquisto non è il prezzo, né il brand, né la pubblicità, ma l’esperienza già vissuta: le “esperienze di consumo pregresse” pesano 4,31 su 6. Ancora più significativo il dato sull’enoturismo: “poter assaggiare i vini in cantina” ottiene 4,43 su 6, il valore più alto nella Wine Tourism Scale.

È qui che Sicilia en Primeur trova il suo aggancio più attuale. Se il vino non si impara più a tavola come un tempo, la cantina può diventare il nuovo luogo di ingresso nel consumo consapevole: non con slogan, ma con esperienze guidate, sociali, accessibili e memorabili. Accogliere il mondo non basta più. Bisogna farlo arrivare, farlo spendere, farlo ricordare e farlo tornare.

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