Non basta qualche temporale a risolvere una situazione di pesante deficit idrico. E se si vogliono evitare danni maggiori non si può abbassare la guardia. È l’allarme lanciato dall’Associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi) dopo la parentesi di maltempo dei giorni scorsi all’interno di un torrido inizio d’estate.
Situazione critica in Veneto, dichiarato lo stato d’emergenza
La situazione nel Nord Italia e in particolare nel Nord Est resta critica. Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha firmato la dichiarazione dello stato d’emergenza regionale. Una decisione assunta in base al deficit di precipitazioni che si è verificato a partire da marzo (-21%), ed è poi peggiorato in aprile e ancora risulta sotto media storica a maggio.
A questo proposito il presidente dell’Anbi, Francesco Vincenzi ha inviato una richiesta di convocazione della cabina di regia per il bacino del fiume Po al Commissario Straordinario per l’Emergenza Idrica, Fabio Ciciliano (anche Capo Dipartimento della Protezione Civile nazionale), nonché ai Segretari Generali delle Autorità di bacino distrettuale interessate (“Bacino del Po” ed “Alpi Orientali”).
Evitare gli errori del 2022: pochi temporali fecero dimenticare la crisi
«Non possiamo ripetere l’errore del 2022 – ha spiegato Vincenzi – quando bastò qualche temporale a cancellare l’emergenza siccità dall’agenda politica. Non bastano, infatti, pochi eventi meteo, peraltro violenti e forieri di danni, per far ritenere superata una grave insufficienza idrica, che sta penalizzando la più importante area per l’agroalimentare italiano».
Bloccare la risalita del cuneo salino lungo i fiumi
«È soprattutto in questi momenti – ha aggiunto il direttore generale dell’Anbi, Massimo Gargano – che emerge la necessità di un tavolo di concertazione per evitare che ad essere penalizzati siano soprattutto i territori a valle del fiume come si sta registrando per il Delta polesano, ormai contaminato per decine di chilometri dalla risalita del cuneo salino».
