Storie Web venerdì, Maggio 22

La direttrice della National Intelligence americana Tulsi Gabbard si dimette. Gabbard si dimette, ufficialmente, per sostenere il marito nella sua battaglia contro una «forma estremamente rare di cancro alle ossa».

Gabbard lo ha già notificato a Donald Trump e il suo ultimo giorno di lavoro sarà il 30 giugno. Gabbard afferma di essere «profondamente grata per la fiducia accordatami e per l’opportunità di guidare l’ufficio dell’Intelligence Nazionale nell’ultimo anno e mezzo». «Sfortunatamente devo rassegnare le mie dimissioni, con effetto dal 30 giugno. A mio marito Abraham è stata diagnostica una forma estremamente rara di tumore alle ossa», ha scritto nella sua lettera di dimissioni.

Trump: ci mancherà, suo posto ad interim a Aaron Lukas

«Purtroppo, dopo aver svolto un lavoro eccellente, Tulsi Gabbard lascerà l’Amministrazione il 30 giugno. Al suo meraviglioso marito, Abraham, è stato recentemente diagnosticato un raro tipo di cancro alle ossa e lei, giustamente, desidera stargli accanto e aiutarlo a guarire, mentre affrontano insieme questa dura battaglia. Non ho dubbi che presto starà meglio di prima. Tulsi ha fatto un lavoro incredibile e ci mancherà. Il suo stimatissimo Vice Direttore Principale dell’Intelligence Nazionale, Aaron Lukas, ricoprirà la carica di Direttore dell’Intelligence Nazionale ad interim», ha scritto Trump su Truth.

Ma i media: costretta a dimettersi dalla Casa Bianca

Tulsi Gabbard è stata costretta a dimettersi dalla guida della National Intelligence dalla Casa Bianca. Lo riporta Reuters citando alcune fonti. Scettica sul coinvolgimento americano in guerre all’estero, Gabbard è stata esclusa dalla pianificazione della cattura di Nicolas Maduro. Nelle scorse settimane il suo più stretto consigliere Joe Kent si è dimesso postando una lettera in cui criticava Israele per aver ingannato Donald Trump e averlo spinto a credere che il regime di Teheran fosse una minaccia imminente.

Gli scontri col presidente

Contraria al coinvolgimento americano nelle guerre oltreoceano, Gabbard è stata ’esclusa’ dalle decisioni sulla cattura di Nicola Maduro e dalla riunioni chiave della guerra in Iran. Negli anni passati, l’ex candidata democratica alla presidenza nel 2020 non aveva mai nascosto la sua contrarietà alla guerra in Iran, anche se è stata di fatto costretta a difenderla pubblicamente per non contraddire il commander-in-chief.

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