Storie Web martedì, Febbraio 3
Sì della Bulgaria a una base Nato a Kabile: sarà gestita da militari italiani e bulgari. Ecco le caratteristiche

L’ultimo tassello per rendere il progetto operativo è arrivato. Una base Nato in territorio bulgaro che sarà gestita e sviluppata in maniera congiunta da militari italiani e bulgari. Il 29 gennaio il parlamento di quel Paese che ha da poco adottato l’euro come moneta ufficiale ha ratificato un accordo con l’Italia che prevede la costruzione e l’utilizzo di una struttura militare vicino al villaggio di Yambol, a Kabile.

La base, che ospiterà il Gruppo di battaglia multinazionale dell’Alleanza atlantica in Bulgaria e che sarà costruita in maniera congiunta dai militari italiani e bulgari, si integrerà con le esistenti infrastrutture logistiche e la vicina base aerea di Bezmer, situata a circa 100 km dal Mar Nero. Nel Fianco Est della Nato, l’Italia è presente con oltre duemila militari; circa 750 sono schierati in Bulgaria da quando, lo scorso 17 ottobre, ha assunto il comando del Battle Group.

Intesa raggiunta a dicembre in occasione di una visita di Crosetto in Bulgaria

L’intesa che ha ottenuto il via libera dell’Assemblea nazionale bulgara è stata sottoscritta il 24 dicembre dal ministro della Difesa Guido Crosetto e dal ministro della Difesa bulgaro Atanas Zapryanov. La firma è stata apposta alla vigilia di Natale all’interno della 22nd Air Base di Bezm, in occasione di una visita in Bulgaria del ministro. Secondo quanto riportato nei giorni scorsi da media locali, in base all’accordo di cooperazione in materia di difesa per la realizzazione e gestione congiunta di infrastrutture militari l’Italia è responsabile per l’assemblaggio e l’insediamento degli edifici residenziali, degli uffici, delle infrastrutture, degli alloggi e dei relativi servizi, e dell’opportunità di intraprendere i lavori di costruzione necessari, anche con l’impiego delle sue forze armate. La nuova base dovrà ospitare la brigata multinazionale, che potrà raggiungere fino a 3mila unità. Il portavoce dell’esecutivo bulgaro ha chiarito che Sofia fornirà un contributo economico, e sarà coinvolta in investimenti specifici.

Crosetto in Bulgaria per accordo cooperazione e visita al contingente italiano

Il presidio della Nato sul fianco orientale

Il contesto nel quale si sviluppa questo progetto è quello l’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 e l’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022. Due avvenimenti che hanno modificato in modo sostanziale il quadro di sicurezza europeo. Di qui l’Enhanced Forward Presence (eFP), che segna la presenza dell’Alleanza sul fianco orientale integrata nella catena di comando della Nato. Attualmente in questo contesto operano otto Forward Land Forces, battlegroup (gruppi di battaglia) multinazionali a presenza continua in Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria e, appunto, Bulgaria. Le unità schierate operano in stretta cooperazione con le forze nazionali dei Paesi ospitanti, svolgendo attività addestrative congiunte e programmi di integrazione finalizzati ad assicurare continuità operativa, elevata prontezza e interoperabilità.

Battle Group Nato a guida italiana

In questo quadro l’Italia, che dal 2022 partecipa al gruppo tattico, ha un ruolo di primo piano: è framework nation del battlegroup in Bulgaria e partecipa come Paese contributore ai battlegroup in Lettonia (a guida Canada) e in Ungheria (a guida del Paese ospitante).

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