Il liceo Françoise de Tournefeuille, vicino a Tolosa, nel sud-ovest della Francia, è stato incendiato a margine delle manifestazioni in Francia. Alcuni individui sarebbero penetrati nell’istituto lanciando poi dall’interno fuochi d’artificio servendosi di appositi mortai. Parte dell’edificio è andata in fiamme, nonostante i pompieri siano subito accorsi. Il vicepresidente del Consiglio regionale, Kamel Chibli, ha denunciato «atti inammissibili» e ha esortato tutti a «condannarli con la massima fermezza» chiedendo poi «misure eccezionali e sanzioni all’altezza della gravità dei fatti».
Centinaia di migliaia di persone in giornata sono scese in piazza in tutta la Francia, per gli scioperi indetti dai sindacati e per le manifestazioni studentesche in corso da settimane. Il movimento studentesco delle scuole superiori, nato dalla protesta dei giovani contro le pessime condizioni della scuola, si è intrecciato con la diffusa rabbia per l’aumento del costo della vita e la disuguaglianza, culminata il 17 ottobre con i peggiori disordini che la Francia abbia visto negli ultimi anni.
Secondo le stime delle autorità, tra le 500mila e le 700mila persone protestano in tutto il paese, mentre a Parigi la mobilitazione è di circa 80mila persone. I sindacati dell’istruzione pubblica e privata, così come quelli dei lavoratori delle ferrovie, degli ospedali pubblici e dei servizi postali, hanno indetto uno sciopero. Nelle richieste rivolte sia al governo che ai datori di lavoro, i sindacati chiedono un aumento del salario minimo, che non ha ricevuto alcun incremento dal 2012, aumenti salariali generalizzati, riforme fiscali e migliori condizioni di apprendimento per i giovani. Il ministro dell’Interno Laurent Nunez ha annunciato ieri il dispiegamento di 70mila agenti di polizia e membri delle forze di sicurezza in tutto il Paese, promettendo «una risposta estremamente ferma» a qualsiasi «atto di violenza» o disordine.






